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Colombia: Berna sostiene il suo negoziatore

Il Ministero svizzero degli esteri e Novartis respingono le accuse della Colombia al mediatore elvetico Jean-Pierre Gontard. Anche Ingrid Betancourt lo appoggia.

Bogotà afferma che Gontard è stato coinvolto nel 2001 nella consegna di 480’000 dollari alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) per la liberazione di due dipendenti della Novartis tenuti in ostaggio da più di un anno. Le accuse sarebbero basate su documenti trovati in un computer di Raul Reyes, ex numero due delle Farc, ucciso da un attacco dell’esercito colombiano il 1° marzo scorso in Ecuador.

In interviste alla stampa domenicale elvetica, il supplente del segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Anton Thalmann replica che le accuse sono infondate. “Non ci sono prove che indichino che Gontard abbia simpatizzato unilateralmente con i ribelli”, ha dichiarato.

A sostegno di Gontard è intervenuta anche la Novartis. In un comunicato la multinazionale farmaceutica basilese sabato ha replicato che il diplomatico elvetico non ha effettuato alcun pagamento per conto della Novartis.

Un altro sostegno al mediatore elvetico è venuto dall’ex ostaggio Ingrid Betancourt, liberata il 2 luglio, che ha lodato l’operato di Gontard. In una conversazione telefonica con la ministra elvetica degli esteri Micheline Calmy-Rey, sabato la franco-colombiana l’ha ringraziata per i buoni uffici della Svizzera.

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