I democentristi dell’UDC uniti dietro a Blocher
L'Unione democratica di centro sostiene l'inasprimento della legge sull'asilo e sugli stranieri voluta dal suo ministro della giustizia Christoph Blocher.
Riuniti in assemblea nella località grigionese di Maienfeld, i delegati del partito di destra nazionalista si sono pronunciati all’unanimità in favore delle due nuove leggi contestate dalla sinistra.
È indispensabile adattare la legislazione per risolvere i problemi legati all’asilo. Lo ha ribadito sabato all’assemblea dei delegati UDC (Unione democratica di centro, partito di destra nazionalista) il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Christoph Blocher.
È un fatto – ha detto – che la maggioranza dei richiedenti non può dimostrare alcun motivo valido per ottenere l’asilo. Molti non presentano i documenti perché in questo modo sanno che la loro espulsione diventa molto più difficile.
«Le misure attualmente in vigore sono insufficienti», ha affermato Blocher di fronte ai 400 delegati accorsi a Maienfeld, nel canton Grigioni, i quali si sono espressi all’unanimità in favore della revisione delle due leggi (asilo e stranieri), contestate dal doppio referendum della sinistra.
Asilo e stranieri
Le controverse proposte di inasprimento delle due leggi erano state accettate dal Parlamento in dicembre, dopo lunghi dibattiti.
«Le nuove disposizioni – ha indicato Blocher in merito alla revisione del diritto d’asilo – prevedono che le richieste di chi non presenta documenti, senza un valido motivo, non saranno nemmeno trattate. Inoltre, le persone oggetto di una non entrata nel merito (NEM) otterranno solo un aiuto urgente».
La nuova legge, ha aggiunto, prevede invece di migliorare la situazione di coloro che resteranno in Svizzera più a lungo, facilitando l’accesso al mondo del lavoro.
A contraddire le tesi dell’UDC sono stati invitati Christian Levrat, esponente dei socialisti di Friburgo e Jürg Schertenleib dell’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati. Questi ultimi, subissati da fischi di disapprovazione, non sono però riusciti a far cambiare idea.
Contro le due nuove leggi, il Comitato «2 x no» – formato dalla sinistra, dai verdi, dai difensori dei diritti umani e da ambienti vicini alle Chiese – ha lanciato un doppio referendum. Dopo la raccolta, due giorni fa, di 160’000 firme (per lanciare un referendum ne sarebbero bastate 50’000), il popolo potrebbe essere chiamato ad esprimersi già in settembre.
Contributo ai Paesi dell’est
Il presidente dell’UDC, Ueli Maurer, ha inoltre attaccato con veemenza il miliardo di franchi che la Svizzera ha promesso ai 10 nuovi Stati membri dell’Unione europea (Ue).
Maurer ha definito inaccettabile il fatto che questi soldi – negoziati nel quadro degli Accordi bilaterali bis con l’Ue – non siano né compensati nel budget federale, né prelevati dal fondo per l’aiuto allo sviluppo dei paesi dell’Europa dell’Est.
Il Consiglio federale – ha detto – ha risolto i suoi problemi con l’Ue ricorrendo al libretto degli assegni, mentre le promesse dei ministri Joseph Deiss e Micheline Calmy-Rey di risparmiare il miliardo necessario all’interno dei loro dipartimenti non sono state mantenute.
Contro la legge per l’aiuto ai Paesi dell’est accettata in marzo dalle due camere – legge che prevede appunto il versamento del miliardo – l’UDC ha iniziato il 4 aprile la raccolta delle firme necessarie per lanciare il referendum.
Oro e scuola
I delegati hanno poi deciso di posticipare ad agosto la presa di posizione sull’iniziativa popolare COSA lanciata dalla sinistra, che chiede di versare gli utili della Banca nazionale svizzera all’AVS (Assicurazione vecchiaia e superstiti).
Il comitato centrale aveva infatti chiesto il rinvio della questione, dopo il cambiamento di opinione dell’ultima ora tra i ranghi dei popolar-democratici (PPD) e di liberali (PLR).
I partiti di centro destra – ha affermato Maurer – avevano promesso di voler privilegiare l’AVS, mentre ora sarebbero più propensi a utilizzare i 7 miliardi provenienti dalla vendita dell’oro in eccedenza per risanare le casse dell’Assicurazione Invalidità.
Infine, seppur senza entusiasmo, il comitato ha anche adottato l’articolo costituzionale sulla formazione, in votazione popolare il 21 maggio. Una minima armonizzazione dei sistemi scolastici permetterà alle famiglie di essere più mobili, si legge in un comunicato diffuso dopo l’assemblea.
swissinfo e agenzie
Il partito svizzero dei contadini, degli artigiani e degli indipendenti è stato fondato nel 1937.
Nel 1971 cambia nome e diventa UDC.
Attualmente è presidiata da Ueli Maurer.
L’UDC occupa 2 delle 7 poltrone in Consiglio federale.
55 seggi su 200 in Consiglio nazionale (Camera bassa).
8 seggi su 46 in Consiglio degli Stati (Camera alta).
Assieme ai radicali, ai democristiani (popolar-democratici) e ai socialisti, i democentristi dell’UDC (partito di destra nazionalista) formano il governo svizzero.
All’origine un partito agrario, l’Unione democratica di centro si è poi progressivamente profilata come uno schieramento decisamente di destra, che non sempre evita di ricorrere al populismo durante le sue campagne.
L’UDC ha registrato un grande successo durante le elezioni federali del 2003, quando si è imposto quale primo partito della Svizzera nel Consiglio nazionale (Camera del popolo) ed ha guadagnato un secondo seggio in governo.
Nell’insieme del Paese il partito è in progressione o per lo meno consolida la sua posizione.
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