Riforme in vista per i liberali
Scolarizzazione a partire dai 4 anni e ritorno alla cultura della competizione a tutti i livelli sono alcune delle riforme proposte dal partito liberale-radicale.
L’assemblea dei delegati riunita questo fine settimana a Glarona si è anche espressa in favore della promozione del multilinguismo.
I delegati del Partito liberale radicale (PLR – destra), riuniti questo fine settimana in assemblea a Glarona, hanno adottato all’unanimità i nuovi articoli costituzionali sulla formazione, sui quali il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi il 21 maggio
prossimo.
Tale revisione costituzionale intende obbligare la Confederazione e i Cantoni a coordinarsi nel settore della formazione, dalla scuola elementare all’università. Nelle grandi linee queste nuove disposizioni mirano a creare uno spazio di formazione omogeneo e di qualità, senza nuocere al federalismo ma cancellando diversi doppioni finanziari.
Favoriscono inoltre la formazione universitaria, professionale e quella continua, nonché la ricerca e l’innovazione per la crescita della piazza scientifica svizzera e dell’economia, ha evidenziato la consigliera nazionale Christa Markwalder.
Migliorie nelle scuole
Anche il consigliere federale Pascal Couchepin ha elencato i pregi della revisione costituzionale. Il paese ha bisogno di un “sistema educativo e di una formazione efficace”, ha detto. Secondo il responsabile del Dipartimento federale dell’interno (DFI), ciascuno deve avere la possibilità di trovare il suo posto in una Svizzera aperta, concorrenziale e prospera.
I circa 200 delegati del partito hanno pure accettato a larga maggioranza la creazione di una Fondazione per la ricerca elvetica. Tale nuovo organismo permetterà alla Svizzera nuovi investimenti in questo campo e garantirà in questo modo al Paese più specialisti di fama mondiale.
I delegati hanno poi approvato sei proposte volte a migliorare la formazione scolastica. L’obiettivo del PLR è quello di garantire al Paese giovani trilingue già alla fine della scuola dell’obbligo.
Ruolo delle donne
Nel suo intervento la consigliera di Stato glaronese nonché presidente delle donne radicali svizzere Marianne Dürst, ha posto l’accento sul ruolo delle donne sul piano politico, professionale e della formazione, ricordando che la legge che sancisce la parità
effettiva fra uomo e donna ha ormai dieci anni.
La ministra ha quindi invitato i radicali a prendere le distanze da quelle imprese che non attuano una vera politica di uguaglianza dei sessi.
La Dürst ha poi ribadito l’importanza per il PLR di predisporre condizioni essenziali che permettano a “tutti di conoscere il successo e non solo ad una piccola minoranza di persone”.
Fiscogate
A margine dell’assemblea, il consigliere agli Stati glaronese Fritz Schiesser si è espresso in merito al cosiddetto “fiscogate” ticinese, indicando che la consigliera di Stato ticinese Marina Masoni resta per il momento vicepresidente del Partito liberale radicale svizzero.
Membro del governo cantonale ticinese e responsabile del dipartimento economia e finanza, Masoni si è vista ritirare la competenza della divisione contribuzioni dai suoi colleghi di governo.
La vicenda, ha affermato Schiesser, non mette in questione la sua posizione all’interno del partito nazionale.
swissinfo e agenzie
Il Partito Liberale Radicale ha radici nel movimento liberale della prima metà del XIX secolo.
È all’origine della fondazione dello Stato federale svizzero nel 1848.
Il suo dominio praticamente assoluto della politica svizzera ha cominciato a declinare già a partire dall’introduzione dello scrutinio proporzionale, nel 1918.
Protagonista principale della politica elvetica per decenni, il partito ha subito una costante erosione del suo corpo elettorale a partire dal 1979.
La riunione dei delegati di Glarona, questo fine settimana, è dedicata alla formazione in Svizzera e alla preparazione delle elezioni federali del 2007.
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