Segreto bancario: fallita l’iniziativa della Lega
I cittadini svizzeri non dovranno votare sull'iniziativa popolare volta ad ancorare il segreto bancario nella Costituzione federale. La Lega dei ticinesi – promotrice del testo – non è infatti riuscita a raccogliere le 100'000 firme necessarie entro il primo ottobre 2010.
L’iniziativa era stata lanciata poco prima che il governo svizzero decidesse di allentare il segreto bancario, sopprimendo la distinzione tra frode ed evasione fiscale nell’assistenza internazionale in modo da adeguarsi alle norme dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Contraria ad ogni concessione sul segreto bancario, la Lega dei ticinesi chiedeva dunque di vietare ogni trasmissione di informazioni a «un’entità estera o a un’autorità federale non vincolata dal segreto bancario», senza il consenso del cliente stesso. Il testo precisa inoltre la necessità di prendere delle misure «per evitare che la garanzia del segreto bancario venga aggirata a scopi di indagine fiscale».
L’iniziativa non aveva però trovato il sostegno dei partiti di governo. Soltanto la sezione ticinese dell’Unione democratica di centro (Udc) e i giovani democentristi hanno infatti contribuito alla raccolta delle firme.
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