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Sostenere la famiglia come fondamento dello Stato

Marianne Streiff, consigliera nazionale e vicepresidente del PEV EQ Images

Nato nel 1919, il Partito evangelico svizzero (PEV) detiene attualmente due seggi in Parlamento. Il suo obiettivo per le elezioni dell’autunno 2011 è almeno raddoppiare la quota di elettori. swissinfo.ch ha intervistato la consigliera nazionale del PEV Marianne Streiff.

swissinfo.ch: Quali sono le priorità del suo partito per la prossima legislatura?

Marianne Streiff: Vogliamo impegnarci per una Svizzera che sostenga le famiglie, perché crediamo che esse costituiscano la base fondamentale del nostro Stato e perché siamo convinti che, in alcuni settori, vengano discriminate.

Vogliamo inoltre adoperarci per una Svizzera sana, per fermare l’aumento dei premi delle casse malati e per una Svizzera sostenibile, con consumi energetici ridotti. Ci battiamo per una Svizzera solidale e per dimezzare la povertà nel mondo.

swissinfo.ch: In che settori la Confederazione dovrebbe ridurre le uscite e in quali dovrebbe investire di più?

M.S.: Innanzitutto, siamo contrari a ulteriori riduzioni delle imposte. Dobbiamo poi investire di più nella formazione, poiché è anche da essa che dipende il nostro futuro. Per quanto riguarda i risparmi, invece, ritengo si possa procedere a dei tagli sui costi delle infrastrutture, penso in particolare alle autostrade. In questo preciso settore dobbiamo valutare attentamente se è davvero necessario potenziare la rete esistente.

swissinfo.ch: Che via dovrebbe seguire la Svizzera nelle future relazioni con l’Unione europea?

M.S.: Personalmente, ritengo che per quanto riguarda gli accordi bilaterali non ci troviamo in una posizione di partenza sfavorevole e che possiamo proseguire sulla strada intrapresa. Dobbiamo semplicemente non cedere alle pressioni e non lasciarci screditare.

swissinfo.ch: La Svizzera deve rinunciare all’energia nucleare e puntare sulle energie rinnovabili?

 

M.S.: La posizione del PEV in materia energetica è chiara: le vecchie centrali nucleari devono essere chiuse il più presto possibile. Dal nostro punto di vista, quella prodotta dall’atomo non sarà l’energia del futuro. Ci opponiamo alla costruzione di nuove centrali nucleari e desideriamo abbandonare questa tecnologia. L’energia atomica è in assoluto la più pericolosa per la vita e, quando si verifica un incidente, causa enormi danni a lungo termine anche all’ambiente.

Per questo motivo vogliamo che i fondi destinati alle centrali nucleari vengano piuttosto utilizzati per promuovere le energie rinnovabili e faremo tutto il possibile per compiere passi avanti in questo ambito.

swissinfo.ch: A cosa dovrebbero corrispondere la missione e gli effettivi dell’esercito di domani?

 

M.S.: L’esercito sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti e ciò solleva molti interrogativi. Negli ultimi vent’anni il quadro delle minacce politiche è profondamente mutato. Oggigiorno il terrorismo può costituire un pericolo anche per il nostro Paese. La Svizzera non è un’isola al riparo da tutto ciò che è negativo e sono convinta che abbiamo bisogno di un esercito efficiente.

Tuttavia, l’esercito può perfettamente adempiere i suoi compiti anche con un numero minore di effettivi. Si tratta di trovare la giusta misura. In ogni caso sono favorevole al mantenimento dell’esercito e dell’obbligo militare.

swissinfo.ch: Quali sono le proposte del suo partito per migliorare la politica della Confederazione nei confronti della Quinta Svizzera?

M.S.: Dobbiamo semplificare la partecipazione politica degli svizzeri all’estero ed evitare di creare loro ulteriori difficoltà. Per questo motivo sono favorevole ad una semplificazione del sistema di voto elettronico e sono disposta ad ascoltare i nostri compatrioti all’estero.

Fondato nel 1919, il Partito evangelico svizzero (PEV) mira a promuovere “una politica fondata sul Vangelo” e “orientata verso l’umanità”.

Alle elezioni federali del 2007, il PEV ha ottenuto il 2,4% dei voti, conquistando due seggi alla Camera del popolo. Per le prossime elezioni, il partito si è fissato come obbiettivo di salire a 5 mandati, ossia un numero di seggi che gli permetterebbe di disporre di un proprio gruppo parlamentare.

Attivo soprattutto nei cantoni della Svizzera tedesca, il PEV occupa una cinquantina di seggi nei parlamenti cantonali.

Piuttosto conservatore sui temi che concernono la protezione della vita e della dignità umana, il partito difende in campo sociale principi di solidarietà nei confronti dei deboli e dei meno abbienti.

Nata a Berna nel 1957, Marianne Streiff è sposata e madre di 3 figli. Di formazione insegnante, ha lavorato a lungo nel settore dell’educazione.

In campo politico, Marianne Streiff ha iniziato la sua carriera nel parlamento e poi nell’esecutivo del comune di Köniz, nel canton Berna.

Dal 1998 al 2010 ha inoltre rappresentato il suo partito nel parlamento cantonale bernese.

Entrata nella Camera del popolo del parlamento federale nel settembre 2010, dall’anno scorso Marianne Streiff ha assunto anche la vicepresidenza del PEV.

Traduzione di Sandra Verzasconi

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