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Tibetani manifestano a Losanna

Centinaia di manifestanti hanno chiesto martedì al Comitato internazionale olimpico (CIO) di rinunciare a far transitare la fiaccola olimpica nel Tibet.

Riuniti davanti alla sede del CIO a Losanna, i dimostranti non hanno lanciato appelli al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino della prossima estate. Hanno però domandato al CIO di denunciare la repressione cinese in Tibet e di fare rispettare la sua Carta a Pechino, in particolare riguardo alla dignità umana.

I manifestanti innalzavano cartelloni e striscioni con scritte quali: “Signor Rogge (Jacques Rogge, presidente del CIO, Ndr), il suo silenzio uccide dei tibetani” oppure “CIO, come potete tollerare le uccisioni in Tibet?”.

In un comunicato, il CIO ha risposto di condividere la speranza della comunità internazionale di trovare una soluzione pacifica alle tensioni di questi ultimi giorni nel Tibet. “Siamo fermamente convinti che le Olimpiadi saranno un catalizzatore che lascerà una formidabile eredità a Pechino e alla Cina”, prosegue il CIO.

Dopo aver intonato l’inno nazionale tibetano, i dimostranti hanno pregato davanti al CIO per la pace nel mondo e per indurre il governo cinese “ad avere il coraggio di cambiare politica”. I dimostranti, fra i quali figuravano alcuni monaci buddisti, si sono poi dispersi pacificamente.

Sempre martedì, in serata, una protesta pacifica analoga ha riunito un migliaio di tibetani e simpatizzanti a Zurigo, che hanno dato vita a una fiaccolata.

swissinfo e agenzie

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