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UDC: il braccio di ferro continua

I membri dell'UDC bernese non possono essere affiliati anche alla BDP e ai dissidenti è chiesto di dimettersi dalle cariche politiche. Le fughe dal partito aumentano.

La sezione bernese dell’Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) ha definito la sua posizione rispetto ai suoi dissidenti che hanno fondato la “Bürgerlich-Demokratische Partei” (BDP).

Con soli 16 voti contrari e 20 astensioni su un totale di 471 delegati, l’assemblea straordinaria ha adottato lunedì sera una risoluzione in cui è stabilito che l’UDC bernese è un partito cantonale libero e autonomo membro dell’UDC svizzera e non si scinde.

I delegati hanno pure deciso di completare gli statuti del partito in modo che i suoi aderenti non possano far parte anche di un altro. D’altra parte, gli eletti dell’UDC bernesi che abbandonano il partito sono sollecitati a lasciare anche i loro mandati.

Intanto l’UDC svizzera deve fare i conti con una nuova partenza eccellente: il “ministro” cantonale glaronese Röbi Marti ha annunciato martedì mattina che lascia il partito con effetto immediato per entrare a far parte della BDP. Egli aderirà al gruppo parlamentare già formato.

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