Armi svizzere in mano a bambini soldato
Le autorità hanno confermato che la Svizzera ha venduto armi allo Stato indiano del Chhattisgarh, dove - secondo Human Rights Watch (HRW) - vengono impiegati bambini soldato. La notizia giunge a tre settimane dalla votazione popolare su un'iniziativa che chiede il divieto di esportare materiale bellico.
La Segreteria di Stato dell’economia (Seco), che ha confermato una notizia pubblicata dal settimanale Sonntag, aveva peraltro già reso nota in marzo la vendita di armi all’India. L’esportazione in questione comprendeva «400 mitragliatrici leggere e 610 pistole mitragliatrici, più accessori destinati alla polizia di differenti Stati», scriveva il Dipartimento federale dell’economia (DFE). Oggi però la Seco non è stata in grado di precisare quante di queste armi siano finite in Chhattisgarh.
L’ultimo rapporto di HRW, che risale all’ottobre 2008, rivela che nello Stato indiano vengono impiegati in azioni militari ragazzi sotto i 18 anni. In particolare, dal 2005, la polizia ha assunto nelle sue file anche un imprecisato numero di bambini, per opporsi ai ribelli maoisti che combattono nella regione.
Questo ulteriore scandalo frantuma il mito di una Svizzera «esemplare e restrittiva» nel campo dell’esportazione di armi, affermano i promotori dell’iniziativa popolare in votazione il 29 novembre. Da parte sua la Seco rifiuta il punto di vista del Gruppo per una Svizzera senza: Il Governo svizzero, prima di concedere l’autorizzazione, ha verificato che non ci fosse una grave e sistematica violazione dei diritti umani, ha spiegato ancora la portavoce Rita Baldegger.
swissinfo.ch e agenzie
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