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Espulsioni: campagna sul voto s’infiamma

Appena lanciata, si è già arroventata: la campagna per la votazione del 28 novembre sull'Iniziativa espulsione e sul controprogetto elaborato dal parlamento è partita lunedì nel segno delle polemiche e delle immagini shock.

Il controprogetto elaborato dal parlamento è “più chiaro e più completo” dell’iniziativa popolare “per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)”, ha argomentato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf, illustrando in una conferenza stampa le posizioni del governo e del parlamento. Questi raccomandano all’elettorato di respingere l’iniziativa e accettare il relativo controprogetto diretto.

Entrambi i testi hanno come obiettivo il rafforzamento della lotta contro la criminalità “importata”. Questa è una delle principali preoccupazioni della popolazione, ha ricordato lunedì in una conferenza stampa a Berna Eveline Widmer-Schlumpf. Secondo la ministra, occorre garantire una prassi più coerente e più rigorosa da parte dei cantoni in materia di espulsioni.

Tuttavia, il testo dell’iniziativa promossa dall’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) non lascerebbe più alcun margine di apprezzamento alle competenti autorità, ha proseguito la Widmer-Schlumpf. L’iniziativa chiede di revocare automaticamente, indipendentemente dalla gravità del reato, il diritto di soggiorno agli stranieri che hanno commesso determinati reati o percepito abusivamente prestazioni sociali.

Il controprogetto, invece, adotta quale criterio decisivo per la revoca del diritto di soggiorno la gravità del reato specifico e non si fonda su un elenco limitato di reati. Inoltre – ha ancora sottolineato la consigliera federale – rispetto all’iniziativa, l’attuazione del progetto è chiara e non lascia questioni irrisolte in merito alla compatibilità con la Costituzione e con il diritto internazionale pubblico.

La replica dell’UDC non si è fatta attendere. Alludendo al diritto internazionale, il controprogetto offre un margine di manovra “straordinario” alle autorità giudiziarie, che non faticheranno a conferire più peso ai diritti del condannato, che non alla sicurezza, ha affermato in una conferenza stampa il deputato nazionale vodese André Bugnon.

I rappresentanti dell’UDC hanno alluso alla minaccia di decisioni arbitrarie e di rinvii resi impossibili dalle innumerevoli vie di ricorso. Un criminale potrebbe opporsi all’espulsione facendo leva sul fatto d’essere sposato in Svizzera, di avere una famiglia o, ancora, sul fatto che il suo rinvio viola la propria integrità fisica.

I democentristi hanno inoltre annunciato una duplice campagna. Per difendere il “sì” all’iniziativa, l’UDC riprende la controversa immagine della pecora nera scacciata dalle pecore bianche. Per combattere il controprogetto, il partito fa capo a un’altra immagine. Su un viso presumibilmente appartenente a uno straniero vi è una fascia nera che lo nasconde parzialmente con la scritta “Ivan S. stupratore e ben presto in Svizzera?”. L’immagine si ripete con altre scritte: “Faruk B., assassino”, “Ismir K., truffatore sociale” e “Maurice C., pedofilo”.

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