I fratelli Tinner restano in carcere
I due fratelli svizzeri sospettati di traffico di materiale nucleare con la Libia restano in detenzione preventiva. Il Tribunale federale ha respinto il loro ricorso.
Secondo la Corte suprema elvetica, distruzione di alcuni documenti sensibili, ordinata dal governo svizzero, non giustifica la scarcerazione di Marco e Urs Tinner.
Non tutti gli atti dell’incartamento sono infatti stati eliminati, argomenta il Tribunale federale in due sentenze pubblicate venerdì. Inoltre i capi d’accusa non sono basati esclusivamente su tali documenti, ma anche sulle dichiarazioni rilasciate da Marco Tinner, da coimputati e da altri testimoni.
I due ingegneri erano stati arrestati assieme al padre nel 2004 in Germania. Il trio era stato estradato in Svizzera nel maggio 2005. Il genitore era stato rimesso in libertà provvisoria all’inizio del 2006. Tutti e tre avrebbero avuto contatti con il “padre” della bomba atomica pachistana Abdul Qadeer Khan, tra il 2001 e il 2003.
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