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Il PLR respinge l’adesione all’UE

Il Partito liberale radicale (PLR) vuole una politica estera «offensiva e globale», nuovi accordi bilaterali con l'Unione europea e nuovi accordi di libero scambio. Riuniti in assemblea ad Herisau, i delegati hanno approvato un documento in tale senso e hanno reso omaggio al consigliere federale uscente Hans-Rudolf Merz, il «miglior ministro d'Europa».

Nessuna adesione all’Unione Europea, almeno per il momento, ma via libera a nuovi accordi bilaterali. È questa in sostanza la strategia che il PLR ha deciso di portare avanti in vista delle elezioni federali del 2011. Questo non vuol dire – hanno però sottolineato i delegati – che la Svizzera debba chiudersi a riccio. Una simile politica nuocerebbe infatti alla prosperità del paese e alla sua indipendenza e condurrebbe a un vicolo cieco.

Il documento approvato sabato prevede nuovi accordi con l’Unione Europea nel campo dell’elettricità, della salute e del libero scambio agricolo. Tra le altre rivendicazioni figurano una rapida conclusione del ciclo di Doha sulla liberalizzazione del commercio mondiale e un ampliamento della rete degli accordi di libero scambio.

Il PLR si è poi espresso contro l’iniziativa UDC per l’espulsione degli stranieri che commettono reati e in favore del controprogetto elaborato dal Parlamento.

L’assemblea tenutasi a Herisau è stata anche l’occasione per il partito di accomiatarsi dal suo consigliere federale Hans-Rudolf Merz, definito da Pelli come «il ministro delle finanze che ha avuto più successo in Europa». Gli anni in cui è stato al capo del tesoro elvetico sono stati ottimi, ha sostenuto Pelli: Merz ha ridotto di oltre 20 miliardi il debito della Confederazione ed è riuscito a presentare cifre nere anche durante la crisi del 2009. Grazie alla sua politica finanziaria responsabile la Svizzera si trova ora in una posizione di stabilità e di forza, ha concluso.

Da parte sua Merz ha una volta ancora tratto un bilancio positivo dei suoi sette anni in governo, ammettendo però che vi sono stati anche «tempi difficili». Il consigliere federale si è mostrato commosso per il sostegno che ha ricevuto in sala. Non è mancata nemmeno una proiezione dell’episodio di “ridarella” di cui Merz è stato recentemente protagonista quando si è trovato a dover parlare in parlamento della carne secca grigionese.

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