Iniziative popolari: no ai giudici prima delle firme
La deputata liberale radicale Isabelle Moret vorrebbe che un tribunale verificasse la validità delle iniziative popolari prima che i promotori inizino a raccogliere le firme. La Commissione delle istituzioni politiche della camera bassa respinge questa proposta con 14 voti contro 10.
Il rischio che un’iniziativa riuscita, per la quale sono state raccolte le 100’000 firme necessarie, venga dichiarata nulla esiste. Per questo, pur respingendo la proposta di Isabelle Moret, la Commissione delle istituzioni politiche della camera bassa chiede al governo di cercare una soluzione al problema.
La deputata liberale radicale – la cui iniziativa deve ancora essere discussa dal parlamento – chiede che un’autorità giudiziaria decida in futuro sulla validità di un’iniziativa popolare, prima che si proceda alla raccolta delle firme. La Commissione è scettica sull’opportunità di affidare questo compito a un tribunale, anche perché si tratta di una procedura costosa che andrebbe applicata a tutte le iniziative prima di sapere se riusciranno o no ad ottenere le firme necessarie per essere portate alle urne.
La commissione ha comunque mostrato comprensione per le richieste di Isabelle Moret. Con 14 voti contro 9, ha deciso di depositare un postulato che chiede al governo di esaminare nei particolari le modalità d’organizzazione di una procedura che consenta di verificare la validità delle iniziative popolari prima della raccolta delle firme.
Attualmente, la validità delle iniziative popolari è valutata soltanto dopo la raccolta delle firme necessarie alla sua riuscita. Solo l’Assemblea federale può dichiarare nulla un’iniziativa che non rispetta le regole imperative del diritto internazionale.
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