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Laurent Favre, una vita tra lavoro e politica

Laurent Favre - parlamentare con uno spiccato interesse per il calcio swissinfo.ch

Neoeletto in Consiglio nazionale (Camera bassa), il liberale-radicale Laurent Favre ha partecipato con grande interesse al dibattito sulla libera circolazione delle persone e sull'aiuto allo sviluppo, piatto forte della sessione parlamentare estiva.

Politica, ma non solo, vista la concomitanza con gli Europei e la passione di Favre per il gioco del pallone.

Originario di una remota regione del canton Neuchatel, Laurent Favre si definisce un rappresentante del mondo agricolo, oltre che un sostenitore di uno sviluppo più efficente delle energie rinnovabili.

Eletto in Parlamento lo scorso ottobre per il Partito liberale radicale, Favre affianca alla politica uno spiccato interesse per lo sport, che lo ha portato ad integrarsi da subito nella squadra di calcio del Consiglio nazionale.

“Sono una persona che si impegna a fondo in ogni attività, ma che non cerca le luci della ribalta con idee sensazionali. Questa qualità mi è sempre stata di aiuto sia per la mia carriera professionale che politica”.

Favre è cosciente che, quale neoeletto in Parlamento, nei prossimi tre anni sarà spesso chiamato a mettersi alla prova. Finora si è occupato principalmente dei temi a lui più cari, come l’agricoltura e l’energia. Tuttavia, rifiuta di essere etichettato unicamente quale rappresentante del mondo contadino.

“Il mio campo di interessi include la politica estera e la promozione della pace, ma voglio arricchire le mie conoscenze anche in ambito energetico”.

Un occhio di riguardo per il mondo economico

Durante la sessione estiva delle Camere federali, i parlamentari si sono occupati in particolare delle relazioni con l’Unione Europea e dell’aiuto allo sviluppo, nonché dell’aumento del prezzo del petrolio e della crisi alimentare.

Il compromesso raggiunto dal parlamento sulla libera circolazione delle persone, dopo tre settimane di braccio di ferro, non convince però il deputato neocastellano, sostenitore della proposta avanzata dal governo di separare i due temi in altrettanti decreti federali.

“I cittadini devono avere la possibilità di esprimersi su due oggetti distinti, invece di ritrovarsi con un unico pacchetto di proposte. Nonostante la scelta del parlamento, sono convinto che il popolo darà il suo nullaosta all’accordo”.

Un accordo di importanza vitale per l’economia svizzera, come sottolineato da Favre. In quanto esponente del PLR, infatti, cerca di avere un occhio di riguardo per le esigenze del mondo economico, soprattutto in ambito energetico e agricolo, e di difendere il ruolo ricoperto dagli svizzeri all’estero.

“Queste persone costituiscono un valore aggiunto per la nostra economia, anche perché spesso lavorano per ditte nazionali attive oltreconfine. Inoltre, in quanto rappresentanti della Svizzera, possono contribuire a diffonderne un’immagine positiva”.

Per questo motivo, Favre è favorevole a una rappresentanza diretta degli svizzeri dell’estero nel Consiglio nazionale e in quello degli Stati, anche se non ha ancora analizzato a fondo la proposta socialista di creare un 27esimo cantone virtuale.

Coscienza ecologica

Appena 35enne, Favre non ha paura ad ammettere di avere ancora molto da imparare sull’arte della politica. Può comunque contare sul suo partito per ottenere le informazioni necessarie sui diversi temi in discussione. “Mi identifico abbastanza bene nelle linee direttive del partito, dalla politica estera al ruolo dello Stato, fino alla promozione di valori quali la responsabilità e la libertà”.

“Mi piacerebbe tuttavia che la promozione delle energie rinnovabili, come il biogas, l’energia solare ed eolica, acquisissero maggiore importanza tra gli esponenti del PLR. Ho una coscienza ecologica e sono cosciente del fatto che molte risorse si possono trovare nella natura”.

Diplomatico e prudente, Favre ha forse meno visibilità di alcuni suoi colleghi in parlamento e predilige un approccio più realistico, anche su temi controversi come i crediti concessi per l’aiuto allo sviluppo.

“Sono soddisfatto della decisione del parlamento di approvare il credito quadro destinato all’aiuto allo sviluppo per gli anni 2009-2013 (5,3 miliardi di franchi). A questo stadio, un aumento dei finanziamenti allo 0,7% del reddito nazionale lordo è irrealistico, anche se a lungo termine non si può escludere che la proposta della sinistra venga accettata”.

Europei di calcio, “bisogna voltare pagina”

Tra gli obiettivi di Favre figura anche la ricerca di un maggior equilibrio tra impegno professionale, quale direttore della Camera neocastellana di agricoltura e viticoltura, e impegno politico. “Non è sempre così facile essere un parlamentare a tempo parziale e gestire nel contempo la propria carriera lavorativa. C’è il rischio di esagerare da una parte e dall’altra. Spero davvero di riuscire a ridurre l’onere professionale a partire dal prossimo autunno”.

Ad affiancare politica e lavoro nella vita di Favre c’è anche lo sport, una vera e propria passione anche se col passare degli anni gli acciacchi si fanno sempre più sentire. Oltre alla squadra di calcio del Parlamento, Favre è un amante della bicicletta e ha perfino partecipato alla Patrouille des Glaciers.

“Devo ammettere di essere abbastanza deluso dalla prestazione svizzera agli Europei di calcio. Speravo che riuscissero ad accedere ai quarti e magari anche ad arrivare in semifinale”. Troppe le occasioni mancate, sottolinea Favre, sia nella partita contro la Cechia che in quella contro la Turchia, anche se bisogna ammettere che la squadra è stata parecchio sfortunata.

“In ogni caso, bisognerà voltare pagina e tornare al lavoro…. Almeno un aspetto positivo per le imprese svizzere…. “

swissinfo, Urs Geiser e Pierre-François Besson
(Traduzione e adattamento di Stefania Summermatter)

Nato nel 1972 a Fleurier (canton Neuchatel), Laurent Favre è un ingegnere agronomo e attualmente occupa il posto di direttore della Camera neocastellana di agricoltura e viticultura. Siede inoltre nel legislativo del suo comune e del suo cantone.

Giunto secondo sulla lista neocastellana del PLR nelle elezioni federali di ottobre, ha preso il seggio del deputato Didier Burkhalter, eletto al Consiglio degli Stati (Camera alta).

Laurent Favre rappresenta il Partito liberale radicale (PLR) al Consiglio nazionale ed è uno degli oltre 50 nuovi parlamentari eletti ad ottobre.

IL PLR può contare su 43 seggi all’Assemblea federale (Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati), sette in meno rispetto alla legislatura 2003-2007.

Si tratta del quarto partito a livello svizzero per numero di rappresentanti, dietro all’Unione democratica di centro (69), al Partito socialista (52) e al Partito popolare democratico (46).

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