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UDC: no al centralismo e alle riforme scolastiche

Riuniti a congresso a Liestal, nel canton Basilea campagna, l'Unione democratica di centro si è schierata contro una scuola centralizzata e le continue riforme del sistema educativo. I delegati del partito di destra hanno approvato all'unanimità un documento sulla scuola obbligatoria, che mette in primo piano i valori tradizionali e la qualità delle prestazioni.

Secondo il documento, la scuola deve privilegiare “la qualità e la performance” e non “il centralismo e il livellamento”. Bisogna agire, “perché la crisi della scuola pubblica non è teorica, ma è palpabile”, ha dichiarato il consigliere nazionale Ulrich Schlüer durante il congresso. “Dogmi sinistroidi, antisociali, contrari alla famiglia e all’autorità” hanno alimentato una serie di riforme, che hanno logorato la scuola e gli insegnanti. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: in Svizzera vi è penuria di docenti.

La scuola deve essere posta sotto il controllo del popolo sovrano. Spetta al popolo definire democraticamente la politica scolastica e non ai “burocrati dell’educazione”, afferma il documento dell’UDC. Da anni, il partito della destra nazionalista si batte contro il progetto di armonizzazione scolastica HarmoS. Secondo i membri dell’UDC, bisogna invece rafforzare principi quali l’ordine e la disciplina. Bisogna anche stabilire obiettivi d’apprendimento chiari e verificare che vengano raggiunti. La scuola deve formare, ma la responsabilità dell’educazione spetta ai genitori.

L’UDC si è detta inoltre contraria all’insegnamento “integrativo” e multiculturale”, che si fonderebbe su un concetto fallimentare. Gli allievi meno dotati, eventualmente portatori di handicap, vanno posti in “scuole speciali” in modo che venga loro garantita la migliore istruzione possibile. Il partito chiede invece che venga rivalutato il ruolo del docente di classe, che deve essere esonerato dall'”opprimente burocrazia”, affinché possa di nuovo dedicarsi completamente all’insegnamento.

All’inizio del congresso il presidente dell’UDC Toni Brunner ha lanciato un appello a favore dell’iniziativa lanciata dal suo partito per l’espulsione degli stranieri che commettono reati, tema su cui si voterà il 28 novembre. Il consigliere nazionale sangallese ha inoltre nuovamente rivendicato due seggi UDC in Consiglio federale, a “garanzia della politica della concordanza”.

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