Verso un mondo senza pena di morte
In una conferenza stampa tenutasi giovedì a Berna, i rappresentanti della Svizzera, dell'Unione europea e di Amnesty International si sono detti pronti a riprendere la lotta in favore dell'abolizione della pena di morte e di un mondo abolizionista.
L’ambasciatore dell’Unione europea (Ue) in Svizzera, Michael Reiterer, ha paragonato la pena di morte a un omicidio intenzionale perpetrato da parte dello Stato e ha ricordato che in Europa si vive «una situazione privilegiata». Soltanto la Bielorussia applica infatti ancora la pena capitale, ciò che la esclude dal Consiglio de’Europa e dall’Ue.
In occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte di sabato 10 ottobre, Amnesty International (AI) scenderà in piazza a Zurigo e a Ginevra per richiamare l’attenzione della popolazione su questo scottante problema. Anche le scuole, sensibilizzate dall’AI, saranno per un giorno paladine della lotta.
Nel dicembre 2008, grazie anche alla collaborazione della Svizzera, l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato una risoluzione che stabilisce una moratoria sulla pena di morte.
La Svizzera ospiterà a Ginevra nel febbraio 2010 il quarto congresso contro la pena di morte, al quale sono attese oltre 1000 persone.
La pena di morte in Svizzera è bandita dal codice civile dal 1942, da quello penale militare soltanto dal 1992. L’ultima esecuzione capitale in Svizzera risale al 18 ottobre 1940, quando è stato decapitato un uomo a Sarnen nel canton Obvaldo.
swissinfo.ch e agenzie
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