Leuthard, nessuna rivoluzione al DATEC
Non ci saranno rivoluzioni all'interno del DATEC: è con questa garanzia che Doris Leuthard si è presentata sabato davanti ai delegati del PPD, riuniti in assemblea a Briga. La ministra, che assumerà la guida del nuovo dipartimento lasciato vacante da Leuenberger, ha però assicurato che affronterà tutti i problemi senza rinviarne la soluzione.
«Abbiate pazienza almeno per i primi tre mesi», ha chiesto la ministra democristiani che dal Dipartimento dell’economia passa a quello dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. Questo periodo sarà infatti dedicato all’ascolto, ha sottolineato la Leuthard. Le decisioni arriveranno in seguito.
Dal canto suo, il presidente del Partito popolare democratico ha approfittato dell’occasione per respinger le accuse complotto in merito alla nuova ripartizione dei dipartimenti: pubblicamente «avevo espresso l’auspicio che il DATEC tornasse in mani borghesi e avevo suggerito il nome di Doris Leuthard», ha detto. Questo desiderio è stato esaudito, senza complotti, intese segrete o spedizioni punitive.
I delegati del PPD si sono poi pronunciati sui due oggetti in votazione popolare il 28 novembre. L’iniziativa UDC per l’espulsione degli stranieri che commettono reati è stata spazzata via con 183 voti contrari e una sola astensione, mentre il controprogetto voluto dal parlamento è stato accolto all’unanimità. L’iniziativa popolare socialista per imposte eque è stata da parte sua affossata con 172 no e 9 astensioni.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.