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Sanità, gli svizzeri restano esigenti

La maggioranza dei cittadini elvetici è contraria a una riduzione del catalogo delle prestazioni dell'assicurazione malattia di base: soltanto il 5% è favorevole a un taglio, secondo il «monitoraggio della salute 2009» realizzato dall'istituto demoscopico gfs.bern e reso pubblico domenica.

Nemmeno i risparmi sui medicamenti sono particolarmente benvenuti: solo il 24% degli interrogati li vedrebbe di buon occhio. Quattro svizzeri su cinque auspicano contributi uguali o maggiori destinati alla ricerca di nuovi medicinali.

Secondo il 57% delle 1’200 persone interpellate in tutta la Confederazione, lo sforzo maggiore spetterebbe agli assicuratori malattia, invitati a ridurre i costi amministrativi. Una minoranza sarebbe tuttavia disposta a restringere la libertà di scelta della terapia o dell’ospedale, se ciò portasse a una riduzione dei premi.

Il sondaggio, svolto su incarico di Interpharma – l’associazione delle aziende farmaceutiche svizzere – rivela inoltre che il servizio d’aiuto domiciliare Spitex continua a godere della stima della popolazione. A questo proposito, un terzo degli interrogati ritiene che dovrebbero essere destinati più fondi alla cura fuori dai nosocomi.

Dall’analisi risulta inoltre che il 60% degli svizzeri è favorevole alla vaccinazione obbligatoria contro il morbillo per i bambini che frequentano asili o scuole.

Anche se il sondaggio è stato realizzato prima dell’annuncio dei forti rincari per i premi previsti nel 2010, esso conferma la tendenza a cambiare cassa malattia. Un quinto delle persone consultate ha infatti dichiarato di aver cambiato assicuratore negli ultimi cinque anni e un ulteriore 5% sta valutando questo passo.

L’attuale sistema dei premi individuali e della compensazione dei rischi ottiene un tasso di approvazione rispettivamente del 90% e dell’87%. Una chiara maggioranza è tuttavia favorevole a premi e franchigie dipendenti dal reddito. Ampio sostegno anche per la proposta di accordare un bonus a chi non ricorre alle prestazioni.

swissinfo.ch e agenzie

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