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Democrazia diretta in Svizzera

UDC: divorzio alla glaronese

Le turbolenze nell'UDC sono sfociate in una scissione nella sezione glaronese: 8 deputati hanno formato il proprio gruppo. Aspirano a creare un nuovo partito a livello nazionale.

Seguendo le orme del vicepresidente dell’Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) glaronese Martin Landolt, altri sette rappresentanti del partito nel parlamento cantonale hanno deciso di abbandonare il gruppo democentrista e di formarne un altro. Per il momento si chiama “gruppo liberale”, hanno annunciato giovedì i dissidenti. Fra costoro c’è anche colui che finora era il capogruppo UDC, Erst Disch.

Con la partenza degli otto deputati, il gruppo UDC nel parlamento glaronese detiene ormai solo 18 seggi, su un totale di 80. Partito di maggioranza relativa diventa così il Partito liberale radicale, che conta 23 deputati, mentre l’UDC è relegata al secondo posto.

Gli otto secessionisti intendono creare un nuovo partito di ispirazione liberale, i cui dettagli saranno elaborati “nei prossimi mesi” tenendo conto dei “propositi analoghi in atto nei cantoni di Berna e dei Grigioni”.

La sezione retica dell’UDC lunedì scorso aveva fatto sapere che avrebbe fondato un nuovo partito, in seguito alla sua espulsione dall’UDC svizzera. Lo stesso giorno, 37 rappresentanti dell’UDC bernese avevano annunciato di essere intenzionati ad uscire dal partito svizzero. Fra costoro figura il ministro svizzero della difesa e dello sport Samuel Schmid.

L’UDC grigione è stata esclusa domenica scorsa dal partito nazionale per avere rifiutato di espellere la ministra Eveline Widmer-Schlumpf, eletta dal parlamento federale lo scorso dicembre, a scapito del candidato ufficiale dell’UDC svizzera, l’uscente Christoph Blocher.

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