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Aerei di Swissair a terra.

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Care svizzere e cari svizzeri all'estero

i tempi cambiano, così come i costumi e le abitudini. Il sogno - per alcuni l'incubo - di vedere un'autostrada che attraversi il centro di Zurigo viene definitivamente accantonato. Il Consiglio federale ha infatti stralciato oggi dall'Ordinanza sulle strade nazionali la cosiddetta "Zürcher Ypsilon".

Il progetto, teatro di feroci battaglie politiche fin dagli anni '70 del secolo scorso, viene così ora archiviato. Tale soluzione, come sottolinea oggi il Consiglio federale, "risulta ormai anacronistica, tanto che anche la progettazione è stata abbandonata già da tempo".

Aerei di Swissair a terra.
KEYSTONE

A più di vent’anni dalla bancarotta di Swissair, il procedimento fallimentare è concluso.

La fine di Swissair, che fu uno shock per tutta la Svizzera, è simboleggiata dal ‘grounding’ avvenuto il 2 ottobre 2001, quando tutti i velivoli della flotta elvetica rimasero bloccati a terra per mancanza di liquidità. La compagnia aerea era crollata per una rovinosa strategia aziendale di acquisizioni all’estero combinata con le conseguenze degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 a New York.

Allora fu designato Karl Wüthrich quale liquidatore di SAirGroup (gruppo a cui faceva capo la compagnia aera e una miriade di altre società ad essa legate). Wüthrich ha presentato oggi il bilancio finale ai creditori affinché possano verificarlo. Il ricavato netto della liquidazione che può essere distribuito ai creditori ammonta a poco meno di 2,8 miliardi di franchi.

Tutti i crediti delle classi 1 e 2 possono quindi essere coperti al 100%: gli importi sono già stati pagati. I creditori della terza classe hanno ricevuto quasi un quarto (23,5%) di quanto spettava loro. I costi di liquidazione (220 milioni di franchi), che corrispondono all’8% del ricavato della liquidazione, sono stati interamente coperti dai proventi generati durante il procedimento, come interessi, dividendi, affitti di immobili e risarcimenti per procedimenti legali.

Diverse prese elettriche.
KEYSTONE/© KEYSTONE / MICHAEL BUHOLZER

In caso di penuria di elettricità la Confederazione potrebbe bloccare alcuni siti web.

Iniziamo con il dire che secondo il Consiglio federale uno scenario del genere è attualmente considerato altamente improbabile. Tuttavia, il governo deve prevedere i diversi scenari possibili e sono necessarie misure specifiche per evitare un collasso della rete elettrica in caso di emergenza.

In generale il Consiglio federale, assieme al settore delle telecomunicazioni, ha elaborato proposte per ridurre il consumo di elettricità. Il primo passo sarebbe quello di bloccare alcuni siti web. Ciò riguarderebbe le piattaforme utilizzate di frequente per i social media (X, Instagram e Tiktok), i video (siti di streaming) e la musica (Youtube).

Secondo l’esecutivo federale, il contingentamento dei grandi consumatori (oltre 100 MWh/anno) rappresenta una misura importante per evitare il ricorso a disinserimenti della rete. Questo provvedimento riguarderebbe circa 34’000 grandi consumatori, che rappresentano quasi la metà del consumo di elettricità in Svizzera.

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Coppia di sposi per la foto ricordo in riva al lago.
KEYSTONE/© KEYSTONE / WALTER BIERI

Nuovo passo verso l’imposizione individuale in Svizzera: il Consiglio federale licenzia il messaggio.

Ormai sembra che la decisione sia stata presa. In Svizzera si passerà all’imposizione individuale. Di conseguenza i coniugi saranno tassati separatamente come le coppie non sposate. Dovranno quindi compilare due dichiarazioni d’imposta distinte eliminando di fatto la cosiddetta “penalizzazione del matrimonio”, dichiarata incostituzionale dal Tribunale federale nel lontano 1984.

Oggi il Consiglio federale ha presentato un disegno di legge in tal senso destinato al Parlamento. A livello di casse pubbliche, il passaggio al nuovo sistema comporterà minori entrate pari a circa a 1 miliardo di franchi, 800 milioni dei quali a carico della Confederazione e 200 milioni dei Cantoni. Le ripercussioni a livello di imposte cantonali sono invece difficili da stimare.

Nel complesso, precisa il governo, la nuova legge ridurrà l’onere fiscale per una netta maggioranza dei contribuenti. Favorita dalla riforma la classe di reddito più bassa che continuerà a non pagare l’imposta federale diretta. Con il passaggio all’imposizione individuale, le coppie sposate potranno aspettarsi uno sgravio fiscale così come i coniugi pensionati e le persone sole senza figli.

Insalata con il logo Bio Suisse.
KEYSTONE

I prodotti biologici sono meno cari in Svizzera ma occorre scegliere i negozi giusti per far la spesa.

Come promesso dalle campagne pubblicitarie, i prezzi dei prodotti biologici in vendita nei supermercati sono scesi. Ma attenzione: chi compra bio può effettivamente risparmiare scegliendo però il negozio giusto. Lidl e Aldi hanno abbassato i loro prezzi molto di più di Coop e Migros che restano del 30/40% più cari dei loro concorrenti più recenti.

L’analisi dettagliata è stata fatta dal periodico per i consumatori Saldo. L’indagine si è basata su un paniere di 36 prodotti (frutta, verdura, bevande, latte, formaggio e tanto altro ancora) acquistati il 12 febbraio nei punti vendita di Zurigo. La spesa esclusivamente bio è costata 105,43 franchi presso Lidl, 108,58 da Aldi, 135,38 nel supermercato Migros e 144,19 franchi nel negozio Coop.

Rispetto a sei mesi fa i prezzi degli articoli bio sono scesi presso tutti i quattro i grandi distributori, ma con intensità diversa: Lidl e Aldi hanno tagliato del 6% il costo a carico del consumatore, Coop del 4% e Migros del 3%. Coop e Migros giustificano i prezzi più alti con i requisiti severi dell’organizzazione di settore Bio Suisse. Stando a Saldo la merce di Lidl e Aldi arriva spesso dagli stessi produttori.

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