L'acceleratore del CERN è ripartito

Dopo una pausa forzata di circa 14 mesi, il Large Hadron Collider è stato rimesso in funzione. Soddisfatti i fisici del centro europeo di ricerca nucleare di Ginevra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 novembre 2009 - 10:29

Il superacceleratore del CERN è ripartito nella notte del 20 novembre. «I fasci di particelle sono nuovamente in circolazione nell'acceleratore più potente nel mondo, il Large Hadron Collider (LHC)», ha annunciato il CERN in tarda serata. L'annuncio è giunto già poche ore dopo l'avvio delle operazioni per la riaccensione di quella che è stata soprannominata «la macchina del Big Bang».

Dopo il primo giro in senso orario di un fascio di particelle, verso le 22, tra i collaboratori del CERN è scoppiato l'entusiasmo. «È formidabile vedere di nuovo circolare i fasci nell'LHC», ha commentato il direttore generale Rolf Heurer.

Questa volta – ha spiegato il fisico italiano Guido Tonelli, responsabile di uno dei quattro esperimenti dell'acceleratore – tutto è andato addirittura meglio del previsto. «In 6 ore la macchina è riuscita a fare quello che pensavamo di fare in tre giorni», ha spiegato Tonelli all'ANSA.

Per far circolare in tutti i settori il primo fascio di protoni ci sono voluti solo cinque minuti. Il 10 settembre 2008, al primo avvio della macchina, lo stesso risultato aveva richiesto circa un'ora di lavoro. Poi il fascio è stato catturato, ossia mantenuto in circolazione nell'anello di 27 chilometri, dove ha fatto 20'000 giri in pochi secondi.

La prossima tappa importante sarà costituita dalle collisioni a bassa energia, attese tra circa una settimana. Poi l'energia dei fasci di particelle in circolazione nell'acceleratore sarà fatta salire, per preparare le collisioni a 7 Tev, che dovrebbero essere sperimentate l'anno prossimo.

Il Large Hadron Collider era stato avviato per la prima volta oltre un anno fa, il 10 settembre 2008, ma un guasto sopraggiunto nove giorni dopo lo condannò ad una lunghissima pausa forzata per le riparazioni. L'LHC dovrebbe consentire di effettuare ricerche per fornire risposte sui segreti della materia, come l'origine della massa.

swissinfo.ch e agenzie

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