Affitti in discussione al Consiglio nazionale
Il Consiglio nazionale ha respinto l'iniziativa popolare "per delle pigioni corrette" lanciata dagli inquilini e avviato la riforma per spezzare il legame tra affitti e tassi ipotecari. Una riforma che suscita accesi dibattiti.
La controversa questione riguardante il livello e, soprattutto, l’evoluzione delle pigioni è stato al centro di un animato dibattito martedì al Nazionale grazie ad un’iniziativa popolare delle associazioni per la protezione degli inquilini. Lanciata in seguito ai continui aumenti degli affitti avvenuti nei primi anni ’90, l’iniziativa chiede di modificare l’attuale meccanismo che lega questi aumenti alla crescita dei tassi ipotecari.
Gli inquilini propongono di prendere come tasso di riferimento non quello in vigore, ma uno “lisciato” corrispondente alla media dei tassi dei cinque anni precedenti. Un sistema che oltre ad evitare variazioni improvvise consentirebbe agli inquilini, diversamente dal sistema attuale, di richiedere una diminuzione delle pigioni quando la tendenza è al ribasso.
Per la maggioranza di centro destra l’iniziativa rappresenta però un’ulteriore allontanamento dal libero mercato che metterebbe in pericolo l’attrattività di questo settore per gli investitori. Pur riconoscendo la necessità di apportare alcune correzioni in quest’ambito, il ministro dell’economia Pascal Couchepin ha messo in guardia dalle difficoltà di applicazione di questo tasso medio che rischierebbe di trasformare le pigioni in un prezzo politico.
La maggioranza ha bocciato l’iniziativa per 112 contro i 66 provenienti dal blocco della sinistra. In alternativa al sistema attuale il Nazionale ha cominciato a trattare il progetto di revisione del diritto locativo elaborato dal Consiglio federale. Il progetto intende da una parte svincolare l’evoluzione degli affitti dai tassi ipotecari e collegarli all’inflazione e, dall’altro, introdurre il concetto di pigione comparativa.
Se la maggioranza dei deputati è d’accordo sul fatto che l’attuale sistema è ormai superato, la sinistra ha combattuto gli emendamenti apportati al progetto governativo dalla commissione, emendamenti smaccatamente a favore dei proprietari. Quale limite per definire abusiva una pigione il Consiglio federale aveva scelto un livello superiore del 15 per cento rispetto agli affitti solitamente praticati nella località e nel quartiere.
Con questo valore il potenziale di abuso sarebbe ammontato a circa il 2,5 per cento sull’insieme del mercato, una cifra ancora ragionevole a detta di Couchepin. Un limite del 20 per cento è stato proposto da PLR e UDC, ma è stato combattuto dalla sinistra secondo cui in un caso del genere non vi sarebbe più alcun abuso.
Una simile revisione non verrebbe mai accettata dal popolo e costituirebbe un attacco al diritto alla protezione degli inquilini sancito nella Costituzione, ha ammonito Couchepin richiamando all’ordine i rappresentanti della destra. Alla fine il Nazionale ha seguito la proposta del governo.
Il dibattito proseguirà lunedì prossimo e in programma vi sono ancora molti punti che daranno adito ad accese discussioni, come ad esempio la ripercussione del rincaro sugli affitti: il governo propone una quota dell’80 per cento mentre la commissione si è espressa per il 100 per cento.
Luca Hoderas
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