I nostri uccelli volano… in Borsa
Analogamente a quanto succede per le società quotate in Borsa, gli ornitologi hanno stabilito uno «Swiss index» anche per gli uccelli che nidificano in Svizzera.
Il nuovo indice permetterà di meglio valutare gli sforzi intrapresi per porre fine alla diminuzione della biodiversità dell’avifauna.
Il 40% delle specie di uccelli nidificanti in Svizzera è sulla Lista rossa, ossia è minacciato più o meno fortemente di estinzione. Una percentuale che, come indica a swissinfo il biologo della stazione ornitologica svizzera di Sempach, Matthias Kestenholz, è aumentata negli ultimi decenni.
Per permettere di seguire più da vicino l’evoluzione dell’avifauna indigena e contribuire così allo sforzo della Svizzera nella salvaguardia della sua biodiversità, gli ornitologi della stazione lucernese hanno definito lo «Swiss Bird index» (SBI).
«È un indice che mostra in modo facile, ma pur sempre in termini scientifici, lo stato di salute generale degli uccelli in Svizzera», spiega Kestenholz, che non risparmia un accostamento allo Swiss index del mondo borsistico.
Stabilità ingannevole
Gli uccelli sono considerati buoni testimoni dell’influenza umana sull’ambiente e il paesaggio.
L’evoluzione della situazione delle singole specie si presta però soltanto in parte ad analisi di carattere globale; da dove la necessità di disporre di vari indicatori che permettano di rappresentare, tramite semplici valori, i cambiamenti che avvengono nel mondo dei volatili.
Indicatori che, come i titoli delle azioni quotate in borsa, sono stati raggruppati in unico indice, lo SBI appunto.
Ecco dunque che mentre il barometro generale degli ultimi 15 anni evidenzia una stabilità negli effettivi (la diminuzione registrata per 31 specie è stata compensata dall’aumento osservato in altre 48), lo SBI rileva invece che nell’avifauna qualcosa non va. La scomparsa del Prispolone (uccello simile al tordo) dall’Altipiano elvetico è solo un esempio.
Migliorare gli interventi
Lo SBI – che comprende 169 delle 171 specie che regolarmente nidificano in Svizzera – si rivela inoltre un utile strumento per paragonare l’evoluzione degli uccelli che vivono in habitat diversi.
«Si è ad esempio osservato che le specie che vivono nei boschi sono in aumento, mentre quelle legate alle zone agricole sono in calo», sottolinea Roberto Lardelli, presidente di Ficedula, la società pro avifauna della Svizzera italiana.
Grazie al nuovo indice, paragonabile al «Wild Bird Indicator» utilizzato a livello europeo, è dunque possibile realizzare interventi più mirati e più efficaci.
Collaborazioni transfrontaliere
Le sole cifre non bastano tuttavia a salvare i volatili dei nostri cieli e laghi, e Roberto Lardelli lo sa benissimo: «Quando si è confrontati a schemi o esigenze economiche, in termini di pianificazione del territorio, la salvaguardia dell’avifauna si scontra inevitabilmente con gli interessi locali».
Difficile infatti – commenta l’ornitologo ticinese – convincere un agricoltore a rinunciare ad un certo tipo di coltura per adottarne invece un’altra meno redditizia, ma più in sintonia con le esigenze delle specie presenti nella regione.
Il popolo degli ornitologi è comunque molto attivo (migliaia sono i volontari che contribuiscono ad aggiornare le banche dati della stazione di Sempach e partecipano ai progetti di conservazione) e non si lascerà scoraggiare.
Per essere più efficaci nella loro missione di salvaguardia, in futuro si prospettano collaborazioni transfrontaliere, in modo da affrontare le problematiche comuni secondo il medesimo schema.
«Ci sono dei progetti in vista con la Regio Insubrica, siccome gli habitat del Ticino e della Lombardia sono simili», ci dice Lardelli.
2010: conto alla rovescia
Su scala nazionale, un programma di conservazione dell’avifauna svizzera è stato lanciato nel 2004 dall’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio e dall’Associazione svizzera per la protezione degli uccelli.
Accanto all’obiettivo di conservare le specie prioritarie, il programma prevede diversi lavori di approfondimento per capire quali sono le specie per le quali la Svizzera è responsabile a livello internazionale.
La Confederazione si è infatti impegnata, assieme ad altri Stati europei, a porre termine alla diminuzione della biodiversità entro il 2010, nel quadro dell’iniziativa «Countdown 2010».
swissinfo, Luigi Jorio
Sul territorio elvetico sono state censite quasi 400 specie di uccelli; il dato è però da relativizzare, visto che alcune specie sono state avvistate soltanto una volta.
L’esemplare più piccolo in Svizzera è il Fiorrancino (4 grammi), il più imponente il Cigno reale (14 chili).
L’uccello più rapido è invece il falco pellegrino (180 km/h), mentre lo Svasso maggiore può immergersi fino a 30 metri di profondità.
Oltre 170 le specie di uccelli che regolarmente nidificano in Svizzera.
Il 40% figura sulla Lista rossa.
Mediamente, mezzo milione di uccelli appartenenti a più di 30 specie trascorrono l’inverno in Svizzera.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.