Cile: la Svizzera si rallegra per la liberazione dei minatori
A fianco di numerosi altri governi e istituzioni internazionali, le autorità svizzere si sono rallegrate mercoledì per la liberazione dei 33 minatori intrappolati da 68 giorni nella miniera di San José, in Cile. L'operazione di salvataggio con la capsula "Fenix" ha permesso di estrarre dalle viscere i primi otto operai.
Dopo tanta ansia e un viaggio attraverso gli oltre 600 metri del tunnel della salvezza, undici minuti dopo la mezzanotte il primo minatore è stato portato in superficie. Ad attenderlo, oltre ai familiari, c’era il presidente cileno Sebastian Pinera. «Bentornati alla vita», ha esclamato il capo di Stato, «avevamo detto che non ci saremmo arresi».
Pinera ha ricordato come «i primi 17 giorni siano stati i più angoscianti», perché non si sapeva se gli operai fossero vivi o morti. Dopo il crollo del 5 agosto, i 33 minatori erano rimasti intrappolati per settimane senza alcuna comunicazione con l’esterno.
L’operazione di salvataggio dura circa un’ora per ogni minatore: il “viaggio” di risalita nella capsula Fenix è stimato in circa un quarto d’ora, ma ci vorranno altri 45 minuti per la preparazione di ogni minatore, che dovrà indossare una tuta speciale, un casco con apposito con una microcamera collegata alla base.
Negli ultimi giorni, i 33 operai hanno eseguito esercizi fisici specifici, seguito un corso di oratoria per affrontare la stampa e osservato un digiuno completo per otto ore, in modo da ridurre dimensioni e peso.
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