Nessun superstite in Indonesia
I soccorritori elvetici giunti in Indonesia per dar man forte alle squadre locali dopo il sisma di mercoledì scorso non hanno trovato alcun sopravvissuto sotto le macerie.
Il Corpo svizzero di aiuto umanitario sta lavorando da 24 ore praticamente senza pausa a Padang, città devastata dal terremoto di 7,6 gradi sulla scala Richter. Gli edifici distrutti o danneggiati sarebbero oltre 500.
«I siti sui quali abbiamo lavorato sono già 7-8», ha dichiarato sabato la portavoce delle squadre elvetiche Michèle Mercier, presente sul posto. Finora – ha specificato – «non abbiano trovato superstiti». I cadaveri estratti dalle macerie sono invece sei.
«Il lavoro di ricerca e scavo prosegue praticamente senza sosta», ha aggiunto, precisando che grazie alla nutrita schiera di soccorritori (115) è possibile lavorare a turni.
Frattanto, una piccola squadra è stata inviata in ricognizione nei villaggi attorno a Padang. «Dobbiamo assicurarci – ha detto Michèle Mercier – che non vengano dimenticati dei siti e determinare ciò che resta ancora da fare a livello di soccorsi e di intervento umanitario per sostenere la popolazione».
Si stima che vi siano ancora 4’000 persone seppellite dai detriti dopo la forte scossa che ha devastato l’isola di Sumatra. Le autorità indonesiane hanno finora ufficializzato la morte di 777 persone, mentre l’ONU stima i decessi a 1’100.
Sul posto è attiva pure Caritas Svizzera, che assieme ad associazioni locali sta fornendo assistenza sanitaria ai feriti e cercando soluzioni per le persone rimaste senza un tetto.
swissinfo.ch e agenzie
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