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Nessuna grazia per Bernard Rappaz

Il parlamento vallesano ha rifiutato giovedì di concedere la grazia al canapaio Bernard Rappaz, in sciopero della fame da 84 giorni in segno di protesta contro la sua condanna.

La domanda di grazia è stata respinta con 113 voti contro 14. Il vallesano, condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione per violazione grave della legge sugli stupefacenti, è attualmente ricoverato nella sezione carceraria dell’ospedale universitario di Ginevra.

La decisione dei deputati era attesa da numerosi giornalisti e fotografi, mentre la polizia ha allestito un dispositivo di sicurezza che impediva alle persone non autorizzate di penetrare nella sede del parlamento cantonale. Sostenitori di Rappaz avevano eretto davanti all’edificio uno scheletro sovrastato dalla scritta “Giustizia assassina/Politica complice”.

Rappaz ha rifiutato di alimentarsi il giorno stesso in cui è stato incarcerato per espiare la condanna, il 20 marzo scorso. In maggio aveva ottenuto un’interruzione della pena, seguita in luglio da un periodo di arresti domiciliari. Tornato in carcere il 30 agosto aveva immediatamente cessato di alimentarsi. Complessivamente, dal marzo scorso, il vallesano ha accumulato 196 giorni di sciopero della fame.

A causa del suo precario stato di salute, il vallesano è ricoverato dal 21 ottobre all’ospedale universitario di Ginevra, che ha rifiutato a più riprese di alimentarlo con la forza, nonostante decisioni in tal senso del Tribunale federale e delle autorità politiche e giudiziarie vallesane.

Aba Neeman, l’avvocato di Rappaz, ha tentato l’impossibile per ottenere nuovamente – come lo chiede il suo assistito – una sospensione della pena o gli arresti domiciliari. Il Tribunale federale ha respinto un ultimo ricorso all’inizio della settimana, e il governo ha rifiutato di intervenire.

Rappaz dovrebbe presentarsi nuovamente davanti alla giustizia vallesana inizio dicembre, per rispondere di vari reati quali falsità in documenti, impedimento di atti dell’autorità, riciclaggio di denaro, violazione grave della legge sugli stupefacenti e violazione grave della legge sulla circolazione stradale. I fatti in questione risalgono agli anni 2002-2006.

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