Salute a rischio coi coloranti dei tatuaggi

L'80% dei coloranti utilizzati per i tatuaggi e il trucco permanente non rispettano le norme in vigore in Svizzera. Stando a un'indagine dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) la maggioranza di questi prodotti contiene coloranti o conservanti non autorizzati o non sterili.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 luglio 2009 - 11:43

L'UFSP ha fatto esaminare dal Laboratorio cantonale di Basilea 152 campioni di colori rilevati in 16 cantoni e nel Liechtenstein. Di questi solo 32, ossia il 21%, soddisfano le prescrizioni legali introdotte in Svizzera il primo gennaio 2008.

Il 40% dei prodotti analizzati sono risultati pericolosi per la salute e sono quindi stati vietati. In 35 casi è stata riscontrata la presenza di coloranti illeciti, mentre in 22 quella di conservanti non autorizzati. In altri dieci campioni sono state rilevate ammine o nitrosammine aromatiche cancerogene che possono provocare effetti negativi di lunga durata o allergie.

In 12 dei 39 campioni di colori appena fabbricati e in 23 dei 106 coloranti già in uso sono stati addirittura riscontrati germi patogeni.

L'UFSP discuterà i risultati dell'inchiesta con le associazioni professionali, invitandole a rispettare maggiormente le norme in vigore. Inoltre nelle disposizioni sulla sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente sarà integrata anche la Risoluzione del Consiglio d'Europa del 2008, che fissa valori limite per i metalli pesanti.

L'UFSP consiglia a chi volesse farsi fare un tatuaggio o il trucco permanente di consultare un dermatologo per accertare un eventuale rischio di allergie prima dell'intervento. Quando si sceglie uno studio per tatuaggi - precisa ancora il comunicato - occorre prestare attenzione alle condizioni di igiene, pulizia e cura. Inoltre, uno studio serio dovrebbe fornire informazioni sui colori utilizzati e sulle misure da adottare per la cura della pelle dopo il tatuaggio.

swissinfo.ch e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo