Stereotipi sulle migranti
Vittime, non autonome, passive: è l’immagine diffusa delle donne immigrate in Svizzera, che però non corrisponde affatto alla realtà. Questa è illustrata in uno studio dell’università di Berna.
I risultati della ricerca, condotta per conto della Commissione federale della migrazione (CFM), sono stati presentati venerdì in occasione della Giornata mondiale dei migranti.
Media e politici hanno spesso delle donne immigrate un’immagine imbottita di stereotipi, ha sottolineato la responsabile della segreteria della CFM Simone Prodolliet.
Per esempio, i l 28% delle migranti che esercita un’attività lucrativa è titolare di un diploma universitario o di una formazione professionale altamente qualificata. Per le svizzere questa proporzione oscilla attorno al 24%.
In base ai risultati dello studio “Donne in migrazione”, la CFM formula varie raccomandazioni, ha detto il suo presidente Francis Matthey. Preconizza, per esempio, di rompere con i luoghi comuni sulle migranti e di promuoverne il potenziale. La commissione chiede anche un rafforzamento della situazione giuridica delle donne immigrate.
La CFM ritiene che la problematica della parità tra donne e uomini debba essere affrontata senza stigmatizzare le varie comunità. Attribuendo a certe comunità religiose o di migranti pratiche discriminatorie nei confronti delle donne si nasconde troppo facilmente il fatto che vi è ancora molto da fare in termini di uguaglianza per le donne svizzere, per esempio in fatto di rimunerazione.
swissinfo.ch e agenzie
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