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Ladri di rame ancora all’opera

Cinque giorni dopo il fallito tentativo di furto, nel canton Argovia, di un cavo di messa a terra della linea di contatto delle ferrovie, i ladri sono tornati a colpire sottraendo quasi 3 km di cavo. Per la polizia si tratta di professionisti.

I ladri di rame hanno rubato 1500 metri di cavo tra Siggenthal e Döttingen, e 1300 metri tra Sisseln e Laufenburg. Entrambi i casi sono stati scoperti nel fine settimana da macchinisti, ha comunicato lunedì la polizia argoviese.

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno annunciato di voler aumentare i controlli. Il portavoce Roman Marti ha ricordato che i ladri «giocano con la loro vita». L’intensità dell’elettricità che scorre nelle linee di contatto è pari a 15mila volt.

I furti scoperti nei giorni scorsi non hanno avuto ripercussioni sul traffico ferroviario: i treni possono circolare anche senza cavo di messa a terra, ha affermato Marti. La perdita di energia è però superiore al normale, ha aggiunto.

La settimana scorsa, sconosciuti hanno smontato il cavo di messa a terra su una lunghezza di 300 metri fra Rümikon e Kaiserstuhl, sempre nel canton Argovia. I ladri hanno però provocato un cortocircuito, ciò che ha impedito loro di portare a termine il colpo.

Il rame, utilizzato nell’edilizia, trasporti, elettromeccanica e industria, è tra i migliori conduttori elettrici. Venduto attualmente a circa 6 dollari al chilo, resiste alla corrosione e può essere riciclato senza perdere le sue capacità.

Secondo un rapporto dell’FBI, l’esplosione dei furti di rame nel mondo è dovuta all’aumento vertiginoso dei prezzi, cresciuti del 500% tra il 2001 e il 2008.

swissinfo.ch e agenzie

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