Professione e famiglia, una vita difficile
Insonnia, depressione, cefalee, mal di schiena: sono solo alcune delle conseguenze negative delle grosse difficoltà che un lavoratore su otto in Svizzera incontra a conciliare attività professionale e vita familiare.
L’aumento dei rischi per la salute legati allo stress provocato da un rapporto complicato fra vita lavorativa e vita professionale è evidenziato da uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’università e del politecnico di Zurigo, diretto da Oliver Hämmig. Per l’indagine sono stati intervistati 4400 dipendenti che fanno parte del campione rappresentativo “Panel svizzero di economie domestiche”.
Dalla ricerca, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista BMC Public Health, è emerso che in Svizzera un uomo su sette e una donna su nove ha grandi o grandissime difficoltà a conciliare professione e famiglia. La differenza fra i sessi è dovuta al fatto che molte donne esercitano un’attività lucrativa solo a tempo parziale, ha precisato Hämmig all’agenzia di stampa ATS. Nella comparazione fra donne e uomini con un’occupazione professionale a tempo parziale, sono le prime che incontrano maggiori problemi.
Ciò genera uno stress che si ripercuote negativamente sulla salute. Per esempio, il rischio di soffrire di mal di schiena per chi che hanno una relazione lavoro-famiglia conflittuale è del 70-80% superiore di chi ha una relazione lavoro-famiglia equilibrata.
Per risolvere il problema, Hämmig sottolinea l’importanza di una cultura aziendale che incoraggi attività a tempo parziale o con orari flessibili che armonizzino impegni professionali e familiari, senza pregiudicare le possibilità di carriera.
swissinfo.ch e agenzie
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