Protezione dei dati, la nuova sfida si chiama Facebook
Il preposto federale alla protezione dei dati, Hanspeter Thür, ha presentato lunedì il proprio rapporto d'attività, evidenziando i rischi connessi all'utilizzo poco accorto dei «social networks».
Il ricorso agli strumenti di contatto sociale è frequentissimo presso i giovani, i quali danno tuttavia sovente prova di scarsa cautela, fornendo dati sensibili che potrebbero essere sfruttati da malintenzionati.
«Il nostro compito è quello di osservare con attenzione l’evoluzione tecnologica, così da poter individuare tempestivamente gli abusi e intervenire», ha affermato Mister Dati. In quest’ottica, sul sito Internet dell’incaricato federale della protezione dei dati figurano numerose indicazioni per utilizzare senza rischi i nuovi mezzi di comunicazione.
L’utilizzo di Internet e segnatamente delle reti sociali è inoltre ormai diventato un strumento indispensabile anche a livello politico, ha evidenziato Thür. A questo proposito, egli ha fatto presente che il referendum contro i passaporti biometrici è riuscito soprattutto grazie alle adesioni online.
Nel suo rapporto destinato al governo, Hanspeter Thür constata inoltra che – a tre anni dalla sua entrata in vigore – la legge federale sulla trasparenza non ha ancora portato i frutti auspicati. Il testo di legge è infatti scarsamente conosciuto, e il numero di richieste di consultazione di documenti ufficiali in proporzione alla popolazione è minore rispetto agli altri paesi.
Secondo Mister Dati, il problema principale è la scarsità di mezzi: «Se l’amministrazione non segue le nostre raccomandazioni, e l’interessato decide per motivi finanziari di non portare il caso davanti al Tribunale amministrativo federale, non vi è alcuna possibilità di risolvere la questione davanti a un giudice, soprattutto nelle situazioni politicamente delicate».
swissinfo.ch e agenzie
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