Roman Polanski resta in carcere
Il Tribunale penale federale (TPF) ha indicato martedì di aver respinto il ricorso presentato dagli avvocati del regista franco-polacco contro l'ordine d'arresto in vista della sua estradizione verso gli Stati Uniti.
“Secondo la giurisprudenza svizzera la carcerazione dell’imputato costituisce la regola durante la procedura d’estradizione”, sottolinea il TPF nel comunicato diramato martedì.
I giudici di Bellinzona hanno rifiutato la scarcerazione di Roman Polanski poiché ritengono “elevato” il rischio di fuga, in considerazione soprattutto “delle motivazioni e delle possibilità dell’interessato”.
Negli Stati Uniti – dove è ricercato per lo stupro di una 13enne nel 1977 – il cineasta rischia fino a 50 anni di carcere. L’estradizione significherebbe per Polanski una lunga separazione dalla moglie e dai due figli minorenni, rilevano i giudici del TPF. Inoltre non potrebbe più proseguire la sua attività di regista.
Viste le dimensioni della Svizzera, varcare il confine sarebbe possibile entro poche ore, si legge ancora nella decisione, e quindi anche un obbligo di presentarsi quotidianamente in un posto di polizia sarebbe inutile. Polanski non è inoltre fortemente radicato nella Confederazione. Ritirargli i documenti d’identità non limiterebbe le possibilità di fuga, poiché come cittadino franco-polacco potrebbe procurarsene di nuovi in ogni momento.
La cauzione proposta da Polanski sotto forma di un sequestro del suo chalet a Gstaad, nel canton Berna, non soddisfa i requisiti di legge. In mancanza di una cauzione valida non è possibile esaminare se una combinazione con altre misure, come gli arresti domiciliari o un braccialetto elettronico, potrebbero escludere il rischio di fuga.
Gli avvocati di Polanski hanno già indicato che presenteranno ricorso al Tribunale federale, la massima istanza giudiziaria svizzera. “Cercheremo di portare garanzie ancora più forti e più adatte, tenteremo di dimostrare che non ci sarebbe alcun rischio a ordinare la messa in libertà di Roman Polanski”, ha detto il suo legale Hervé Temine, precisando di non sapere se Polanski sia uscito dall’ospedale dove ê stato sottoposto a esami medici.
Il regista, 76 anni, è stato arrestato il 26 settembre 2009 all’aeroporto di Zurigo, in esecuzione di un mandato di cattura spiccato dalla procura di Los Angeles. In virtù dei trattati in vigore tra i due paesi, gli Stati Uniti hanno tempo 40 giorni (più eventualmente una proroga di altri 20 giorni) per presentare una domanda d’estradizione. Finora Berna non ha ancora ricevuto nessuna richiesta ufficiale.
swissinfo.ch e agenzie
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