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Verso una depenalizzazione del contagio da HIV

Le persone sieropositive non dovrebbero più essere punite dalla legge quando – in seguito a rapporti sessuali non protetti – si assumono il rischio di trasmettere il virus HIV, con il consenso del loro compagno o della loro compagna. A chiederlo sono due giuristi svizzeri autori di uno studio sul tema.

La pratica giuridica attuale conduce alla discriminazione dei sieropositivi rendendoli i soli responsabili. Una misura in netta contraddizione con la politica svizzera in materia di prevenzione dell’Aids, affermano i giuristi Kurt Pärli e Peter Mösch Payot.

A loro avviso, è la coppia ad essere responsabile e questo genere di condanne spinge i sieropositivi a nascondere il loro stato di salute. Inoltre l’articolo 231 del codice penale “Propagazione di malattie all’uomo”, applicato in questi casi, è una particolarità svizzera che non ha alcun corrispettivo sul piano internazionale, affermano gli autori della ricerca del Fondo nazionale della ricerca scientifica (FNS).

I due giuristi hanno esaminato le pene inflitte dai tribunali cantonali e dal Tribunale federale: dal 1990 ad oggi, sono state catalogato 39 sentenze legate alla trasmissione del virus HIV o dell’Aids. In 36 casi la trasmissione è avvenuta attraverso rapporti sessuali non protetti. Nella maggior parte dei dossier esaminati, il portatore del virus aveva nascosto al partner il suo stato di salute, ma l’articolo 231 è stato applicato anche quando i rapporti non protetti erano stati accettati da entrambi i partner pur sapendo che uno di essi era portatore del virus.

Secondo i due ricercatori, i tribunali attribuiscono la responsabilità unicamente ai sieropositivi, che risultano quindi discriminati. Finora i tribunali non hanno tenuto conto del fatto che la probabilità di trasmettere il virus con un unico contatto sessuale non protetto è molto lieve. La giustizia sta iniziando tuttavia a comprendere che alcune terapie mediche rendono davvero improbabile un’infezione da HIV, a determinate condizioni.

swissinfo.ch e agenzie

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