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Tasso ipotecario di riferimento non cambia, rimane a 1,25%

Keystone-SDA

Il tasso ipotecario di riferimento non cambia: l'indicatore che serve a determinare le pigioni degli appartamenti in affitto in tutta la Svizzera rimane all'1,25%, ha indicato stamane l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).

(Keystone-ATS) Il parametro si trova a tale livello – che è anche il suo minimo storico – ormai da un anno, cioè dal settembre 2025.

La decisione odierna è linea con le previsioni degli esperti: tutti gli economisti interpellati dall’agenzia Awp avevano pronosticato lo status quo. Questo perché il quadro generale dei tassi appare per il momento molto fermo, con la Banca nazionale svizzera (BNS) che mantiene allo 0,0% il suo tasso guida, ma che potrebbe aumentarlo sulla scia di un’inflazione in progressione (il rincaro al momento è ancora sotto controllo: 0,4% in luglio).

Pubblicato a scadenza trimestrale, l’indicatore calcolato dall’UFAB è basato su un tasso d’interesse medio dei crediti ipotecari svizzeri, ponderato secondo il volume dei prestiti. Viene fissato in quarti di punto percentuali. Tale tasso d’interesse medio, riferito al 30 giugno, è rimasto all’1,31%, come nel trimestre precedente. Con l’arrotondamento commerciale, il tasso d’interesse di riferimento, determinante sotto il profilo del diritto della locazione, continua quindi a essere all’1,25%. Rimarrà a questo livello finché il tasso d’interesse medio non scenderà sotto l’1,13% o non supererà l’1,37%.

Se l’affitto si basa ancora su un tasso dell’1,5% o superiore, in linea di principio il diritto a una diminuzione della pigione permane. Per contestualizzare: se il tasso di riferimento sale di 0,25 punti percentuali, i locatori possono aumentare l’affitto del 3,00%; nel caso opposto, gli inquilini hanno invece la possibilità di richiedere una riduzione dell’affitto del 2,91%.

Dal settembre 2008 in tutta la Svizzera il tasso ipotecario di riferimento è stato unificato e ha sostituito quello precedentemente determinante nei singoli cantoni per le ipoteche a tasso variabile. Il tasso è partito con il livello massimo del 3,5% ed era sceso a un minimo di 1,25% una prima volta nel marzo 2020. Nel 2023 vi erano stati poi due rialzi (si era trattato dei primi movimenti in avanti in assoluto dell’indicatore), che hanno portato il parametro all’1,75%, un livello mantenuto fra dicembre 2023 e dicembre 2024, quando si era scesi all’1,5%. L’ultimo scatto verso il basso si è verificato come detto esattamente 12 mesi or sono.

Secondo gli esperti l’attuale tasso dell’1,25% potrebbe rimanere relativamente a lungo, fino al 2027-2028: a patto però che importanti eventi geopolitici o economici non diano una forte spinta all’inflazione, con conseguente aumento del tasso guida della BNS e, a cascata, con un incremento dei tassi ipotecari.

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