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Perché la partecipazione al voto in Svizzera è così bassa

FILA DI Persone
Persone con diritto di voto in Svizzera fanno la fila davanti al seggio elettorale presso la stazione ferroviaria di Berna per esprimere il proprio voto alle elezioni comunali nel novembre 2024. Keystone / Alessandro Della Valle

La democrazia svizzera, con le sue numerose votazioni popolari, è considerata un modello a livello internazionale. Eppure, spesso solo una minoranza esercita il proprio diritto di voto e di elezione. Perché?

In Paesi come l’Australia, quasi tutti vanno a votare. Nelle ultime elezioni australiane, nove persone su dieci hanno espresso il proprio voto. Anche in Uruguay, talvolta denominato la “Svizzera del Sudamerica”, alle ultime elezioni ha votato oltre l’89% dell’elettorato.

In Svizzera, invece, una partecipazione di questo livello è fuori da ogni immaginazione. Nel confronto internazionale, la Svizzera è considerata uno dei Paesi con bassa affluenza alle urne. Meno della metà delle persone esercita il proprio diritto di voto: alle elezioni federali del 2023 la percentuale è stata del 46,7%.

Perché in Svizzera non votano più persone?

“Da osservatore esterno, posso in parte capirlo”, afferma il politologo tedesco Andreas Goldberg, professore presso la Norwegian University of Science and Technology (NTNU) di Trondheim. Nel corso della sua carriera, Goldberg ha lavorato in Svizzera e ha condotto ricerche sul suo sistema politico.

Goldberg individua alcune ragioni per cui la partecipazione non è maggiore: “in Svizzera le elezioni determinano solo piccoli spostamenti tra i partiti”. Dopo le elezioni dell’Assemblea federale, la composizione del Governo rimane quasi sempre invariata. Poiché il Consiglio federale non viene eletto direttamente dal Popolo e, nel confronto con altri Paesi, i rapporti di forza partitici in Parlamento sono stabili, è probabile che alcune persone rinuncino a esercitare il proprio diritto di voto, ipotizza Goldberg.

“Le elezioni dell’Assemblea federale influenzano solo raramente la formazione del “Governo”, spiega. Anche alle elezioni presidenziali statunitensi, osserva Goldberg, partecipano meno di due terzi delle persone con diritto di voto. “Eppure questa elezione è più determinante per gli Stati Uniti di quanto lo siano le elezioni parlamentari per la Svizzera.”

>> Leggi anche il nostro articolo su come il Governo svizzero prende le sue decisioni:

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In passato l’affluenza alle urne in Svizzera era più alta?

Solo nel 1971 e nel 1975, in occasione delle prime due elezioni successive all’introduzione del diritto di voto alle donne, poco più della metà delle donne e degli uomini adulti aventi diritto di voto e residenti in Svizzera si è recata alle urne. Da allora l’affluenza si è attestata tra il 42,2% (1995) e il 48,9% (1983).

In tutte le elezioni dal 2003 in poi, comunque, ha sempre votato più del 45% delle persone con diritto di voto.

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Una democrazia è considerata forte quando le sue decisioni godono del più ampio sostegno possibile. L’Ufficio federale di statistica scrive sul proprio sito web che “la partecipazione al voto è un indicatore chiave per una democrazia funzionante.”

Anche nell’opinione pubblica svizzera la bassa affluenza alle urne viene discussa in modo critico prima e dopo ogni tornata elettorale. Ogni volta con argomenti e preoccupazioni simili: che la democrazia ne risente se non partecipano più persone, perché una piccola minoranza decide per la maggioranza; e che i gruppi che non partecipano sono disillusi dalla politica.

Alle votazioni e alle elezioni a livello nazionale hanno diritto di voto tutti coloro che hanno compiuto almeno 18 anni e possiedono la cittadinanza svizzera. Le cittadine e i cittadini svizzeri che vivono all’estero devono registrarsi per poter esercitare i propri diritti politici. Alcune persone con disabilità sono escluse dal diritto di voto e di elezione.

In Svizzera, circa 5,6 milioni di persone hanno diritto di voto a livello nazionale. Circa il 27% della popolazione residente nel Paese è costituito da stranieri, che non possono partecipare alla democrazia a livello nazionale. In alcuni cantoni, una parte di loro gode di diritti di partecipazione a livello locale o regionale. Complessivamente, la Svizzera conta circa 9,1 milioni di abitanti.

Perché a volte la partecipazione alle votazioni popolari è maggiore?

Nelle votazioni popolari, invece, in Svizzera non è raro che la partecipazione al voto superi il 60%. Nel giugno 2026, ad esempio, sull’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”, ha votato il 58,9% degli aventi diritto. Le votazioni popolari vengono quindi percepite come più decisive? Secondo Goldberg, che fa riferimento a un’analisi del politologo Reto MittereggerCollegamento esterno, le svizzere e gli svizzeri tenderebbero a sottovalutare l’importanza del Parlamento e a sopravvalutare quella delle votazioni popolari.

Le ricerche condotte da Goldberg e dal collega politologo Pascal Sciarini giungono a questa conclusione: più una votazione viene percepita come importante, maggiore è la probabilità che le persone partecipino al voto. Ma allo stesso tempo vale anche questo: quanto più complessa è una questione sottoposta a votazione, tanto meno cittadini e cittadine esercitano il proprio diritto di voto. Questi due fattori influenzano in modo significativo la partecipazione ai tre o quattro appuntamenti annuali con le votazioni popolari che si tengono nella Confederazione.

“È difficile raggiungere percentuali elevate in ogni votazione e informare e motivare tutti ogni volta. È più semplice in occasione di un’elezione ogni quattro anni”, spiega Goldberg. Tanto più che la grande varietà di temi sottoposti a votazione può risultare complessa e scoraggiante: spesso nel materiale di voto figurano iniziative e referendum su questioni locali, cantonali e nazionali.

Poiché il sistema politico elvetico è così particolare, Goldberg ritiene che un confronto tra la Svizzera e i Paesi in cui si vota solo ogni pochi anni sia “un po’ iniquo”. Tuttavia, rimane auspicabile che il maggior numero possibile di persone partecipi al processo democratico.

>> Vuoi saperne di più sul sistema politico svizzero? Leggi il nostro articolo sull’argomento:

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Quante persone non votano mai?

Eppure, se si considera un arco di tempo più lungo, in Svizzera quasi tutti partecipano al voto almeno una volta o occasionalmente. Infatti, solo circa il 10% non vota mai. È quanto emerge da studi condotti da Goldberg e dai suoi ex colleghi ginevrini. Utilizzando i dati dei registri del cantone di Ginevra, disponibili dal 1996, hanno analizzato il comportamento di voto nel corso del tempo.

Questi dati assegnano a ogni persona un codice anonimizzato, in modo da poter ricostruire il comportamento di voto senza sapere chi siano gli elettori. Questi dati sono molto più affidabili dei sondaggi, sottolinea Goldberg. Infatti, quando sono interrogati, le cittadine e i cittadini tendono a sopravvalutare la frequenza con cui hanno partecipato alle votazioni o alle elezioni.

“Questo ci ha permesso di verificare chi ha sempre partecipato e chi non l’ha mai fatto. In entrambi i casi si tratta di un numero relativamente esiguo di persone: su oltre 30 giornate di votazione, solo il 10% non ha mai partecipato”, afferma Goldberg. Inoltre, solo circa una persona su dieci vota sempre.

Circa quattro cittadini su cinque ha esercitato il proprio diritto politico in almeno una delle 30 giornate di votazione, ma non in tutte. La stragrande maggioranza degli aventi diritto vota quindi in modo “selettivo”: decide di volta in volta, per ogni votazione, se partecipare o meno.

“Non sempre, ma nemmeno mai. Per noi questo è stato un risultato relativamente positivo per la democrazia”, afferma Goldberg. Solo pochissimi si sentirebbero quindi completamente esclusi.

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Con il voto obbligatorio la situazione migliorerebbe in Svizzera?

Le ricerche a cui ha collaborato Goldberg hanno evidenziato che le giovani generazioni votano meno spesso. Inoltre, il ristretto gruppo di persone che vota ogni volta è composto soprattutto da persone di mezza età.

Goldberg affronta il tema della partecipazione al voto con un approccio differenziato. L’obbligo di votare porterebbe a una maggiore partecipazione, ma ci si può interrogare sul valore democratico di una decisione politica presa senza una reale motivazione personale. Di conseguenza, è legittimo “lasciare che votino gli interessati, invece di costringere tutti”. In Svizzera, tradizionalmente solo il Cantone di Sciaffusa prevede l’obbligo di voto.

In generale, secondo Goldberg, una bassa affluenza alle urne è problematica soprattutto quando determinati gruppi non partecipano mai. Una democrazia, tuttavia, può dirsi “in buona salute se chi abitualmente non partecipa alle votazioni non viene lasciato scivolare nella completa disaffezione nei confronti della politica”, afferma Goldberg. In altre parole, è importante che la maggior parte di questi cittadini continui a votare almeno occasionalmente.

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Altri studiosi sono più critici. La giurista Léonie C. Marti, ad esempio, ha sostenuto in un recente articolo che la partecipazione selettiva vanifica “la promessa della democrazia direttaCollegamento esterno”, perché produce distorsioni. “Il problema non è che partecipino in pochi, ma che, per ragioni strutturali, siano sempre gli stessi gruppi sociali a rimanere esclusi”, scrive Marti in risposta da Swissinfo. “In questo modo, la promessa della democrazia diretta – che siano i cittadini a decidere – diventa un privilegio per coloro che vengono comunque già ascoltati”.

Chi si astiene consapevolmente “per protesta o perché una proposta non gli sembra abbastanza importante, compie un atto legittimo di autodeterminazione”, afferma Marti. Il problema sorge quando l’astensione non è una scelta consapevole, ma è determinata da “un sovraccarico cognitivo o da ostacoli strutturali”. Nel suo articolo, Marti si dichiara tuttavia contraria all’introduzione del voto obbligatorio. Questo aumenterebbe sì la partecipazione, ma senza affrontare le cause alla radice.

In Uruguay e in Australia il voto è obbligatorio, per questa ragione in questi Paesi nove aventi diritto di voto su dieci partecipano alle elezioni e alle votazioni. Tuttavia, a differenza della Svizzera, in quei Paesi le cittadine e i cittadini non hanno la possibilità di esprimersi direttamente su questioni politiche più volte all’anno.

>> In Svizzera, molte persone hanno la sensazione che il sistema politico dia loro la possibilità di partecipare alle decisioni. Leggi il nostro articolo su questo tema:

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A cura di Balz Rigendinger

Traduzione di Adriano Bazzocco

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