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Un fine settimana di votazioni anche in diversi cantoni

Tedesco, romancio ed italiano: i Grigioni sono il solo cantone svizzero ad avere tre lingue ufficiali

(Keystone)

Nei Grigioni, oltre il 53% della popolazione ha accettato domenica la nuova legge sulle lingue, che rafforza la posizione del romancio e dell'italiano.

Tra gli altri risultati spicca il sì dei cittadini sangallesi alla soppressione del diritto di ricorso per le associazioni ambientaliste. Nei cantoni di Neuchâtel e Giura il diritto di eleggibilità per gli stranieri ha conosciuto destini diversi.

La nuova legge grigionese sulle lingue, combattuta con un referendum, ha superato lo scoglio popolare: il testo è infatti stato accolto con 22'582 voti contro 19'334. La partecipazione al voto è stata del 32,64%.

Il nuovo testo era sostenuto dalla maggioranza dei partiti (Partito popolare democratico, Partito liberale radicale e Partito socialista). Contraria era solo l'Unione democratica di centro.

Non vi sono state sorprese particolari per quanto riguarda la ripartizione geografica dei consensi: il testo – che rafforza la posizione delle minoranze linguistiche – ha avuto successo nelle valli italofone e nella maggior parte delle regioni romance.

La legge è invece stata respinta su tutta la linea dai distretti tedescofoni del cantone che si sentono discriminati e considerano la legge "antidemocratica".

Comuni "monolingue"

Il principale pomo della discordia era la questione della percentuale di abitanti romanci o italofoni necessaria per dichiarare un comune "monolingue".

Il progetto del governo prevedeva un tasso del 50%, ma il Parlamento aveva deciso di abbassare la soglia al 40% per proteggere ulteriormente le minoranze linguistiche. Secondo la legge i comuni con una quota compresa tra il 20 e il 40% devono essere considerati "plurilingue".

Questa decisione vale esclusivamente per i comuni nei quali la lingua romancia o italiana è considerata lingua autoctona, tradizionale. In alcuni casi, il romancio potrà diventare lingua ufficiale anche se la maggioranza della popolazione parla tedesco. Altri 7 comuni potranno così venir considerati "romanci", raggiungendo quota 78 (su un totale di 206), mentre nessun altro villaggio adotterà l'italiano come lingua ufficiale.

I comuni sono tuttavia liberi di usare, oltre all'idioma autoctono, anche un'altra lingua cantonale (ad esempio il tedesco), come avviene attualmente nella maggior parte dei villaggi dell'Alta Engadina.

La legge prevede pure che a pari qualifiche l'amministrazione cantonale assuma "di regola" i candidati che conoscono più lingue cantonali.

Il risultato di questo oggetto era assai atteso, poiché proprio tra qualche giorno – il 20 giugno – il parlamento federale discuterà di una legge sulle lingue.

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Diritto di ricorso soppresso

E atteso era anche il risultato dello scrutinio di San Gallo, dove i cittadini dovevano esprimersi sulla soppressione del diritto di ricorso accordato alle associazioni locali e regionali. Un tema di grande attualità anche a livello federale: le Camere dovranno infatti pronunciarsi prossimamente su un'iniziativa popolare che vuole ridurre sensibilmente questo diritto e che ha già ricevuto il sostengo del governo.

Il 61,5% dei votanti ha accettato la proposta di stralcio già avallata dal parlamento e contro la quale era stato lanciato un referendum. In futuro, quindi, le organizzazioni ambientaliste della regione non potranno più ricorrere contro dei progetti di costruzione.

La sola via di ricorso possibile sarà quella contemplata dalla legislazione federale, che accorda questo diritto ad una trentina di associazioni nazionali e solo per alcune grandi opere, per progetti al di fuori delle zone edificabili (a San Gallo ciò era possibile anche all'interno delle zone edificabili) o che toccano oggetti d'importanza nazionale.

Stranieri ed eleggibilità

Nel canton Giura il 51% dei votanti non ha accettato la revisione della legge sui diritti politici, un risultato abbastanza sorprendente poiché la riforma era stata approvata dal governo e dal parlamento.

Con questa revisione gli stranieri residenti da almeno dieci anni in Svizzera avrebbero potuto essere eletti a tutti gli incarichi comunali, compreso quello di sindaco.

Il tema era all'ordine del giorno anche nel vicino canton Neuchâtel: contrariamente ai giurassiani, i neocastellani si sono pronunciati a favore (più del 54% di sì). Neuchâtel va così ad aggiungersi ai cantoni di Vaud e Friburgo, dove il diritto di eleggibilità per gli stranieri a livello comunale è già in vigore.

Non è invece stata approvata l'iniziativa popolare che proponeva di estendere questo diritto anche a livello cantonale: il 59% dei votanti ha detto no.

Cani pericolosi

A Ginevra, infine, più dell'80% dei votanti ha accolto una nuova legge che rende più difficile la detenzione di cani pericolosi. Il tema era molto discusso dopo i due attacchi a bambini a Oberglatt, nel canton Zurigo, e nella stessa Ginevra.

La nuova legge impone a tutti i proprietari di seguire corsi d'educazione. La legge è particolarmente severa con i proprietari di bestie potenzialmente pericolose. Queste saranno registrate. Inoltre, i loro proprietari dovranno dimostrare di essere maggiorenni, di seguire corsi teorici e di aver acquistato l'animale in un allevamento riconosciuto.

swissinfo e agenzie

Gli altri risultati

Appenzello Esterno: no all'iniziativa "Istruzione musicale per tutti"; il controprogetto del governo è invece stato accettato.

Argovia: sì all'uniformizzazione e alla riduzione delle tasse di naturalizzazione.

Basilea Campagna: approvata la fusione dei quattro porti sul Reno e alla creazione di una nuova società incaricata di gestirli.

Basilea Città: la ricostruzione dello "Stadt Casino" è stata respinta, così come un'iniziativa che chiedeva di allargare la rete di filobus.

Berna: sì a una nuova linea tramviaria; accettata pure la creazione di sei conferenze regionali.

Ginevra: i cittadini hanno accolto tre leggi che autorizzano lo Stato a cedere dei beni immobiliari a tre società sotto il suo controllo.

Giura: sì alla creazione di un fondo di sostegno alla formazione professionale.

Lucerna: approvata la nuova Costituzione cantonale.

Neuchâtel: la creazione di un Consiglio della magistratura è stata avallata dal popolo, che ha pure detto sì a un'estensione dei diritti popolari.

Nidvaldo:
approvato l'aumento degli assegni familiari.

San Gallo: la popolazione ha accettato un credito per la costruzione di un centro di psichiatria geriatrica.

Svitto: sì a un'iniziativa che chiedeva l'introduzione della possibilità del voto segreto a livello di legislativi comunali.

Uri: sì al credito per la ristrutturazione della scuola media di Altdorf.

Vaud: il 2 gennaio e il lunedì di Pentecoste saranno giorni festivi; i cittadini hanno approvato un'iniziativa in tal senso mentre hanno respinto l'introduzione del referendum dei comuni.

Zugo: sì a una riduzione delle prestazioni delle pensioni statali; sì pure a sei modifiche costituzionali.

Zurigo:
l'iniziativa che chiedeva di introdurre degli aiuti finanziari complementari per bambini di famiglie a reddito basso non ha superato lo scoglio popolare; è stata invece accettata una nuova legge sugli onorari dei medici.

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