Adattare le Convenzioni di Ginevra alle “nuove guerre”
A una settimana dal 60esimo anniversario dalla firma delle Convenzioni di Ginevra, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sottolinea la necessità di aggiornare i testi che tutelano gli individui in caso di conflitti armati.
L’evoluzione della natura dei conflitti – che da scontri tra eserciti convenzionali si stanno trasformando in guerre civili condotte da gruppi di militanti – rende indispensabile la revisione delle Convenzioni di Ginevra, ha affermato il presidente del CICR.
Questi testi sul diritto umanitario, ha sottolineato Jakob Kellenberger in un’intervista all’agenzia di stampa Reuters, sono più che mai necessari: ad esempio nel Darfur (Sudan) hanno impedito che il che il conflitto diventasse ancor più catastrofico.
La distinzione tra combattenti e non combattenti va chiarita, siccome gli scontri riguardano sempre più “attori armati non statali”, come vengono definiti i gruppi di attivisti nel linguaggio diplomatico.
«È del tutto evidente che il mancato rispetto del diritto umanitario (da parte di questi elementi) pone un grave problema», ha osservato Kellenberger, secondo il quale gruppi e movimenti ribelli devono sentirsi legati alle Convenzioni internazionali, proprio come gli eserciti.
Le Convenzioni di Ginevra definiscono le regole di protezione delle persone in caso di conflitti armati. La prima Convenzione porta la data del 1864, ma i sette testi attualmente in vigore sono le quattro Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, i due Protocolli aggiuntivi dell’8 giugno 1977 e il terzo del 2005.
swissinfo.ch e agenzie
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