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Calcioscommesse: Thun e Gossau tra i sospettati

Il giocatore del Thun Omar Faye - in rosso - è stato interrogato dalla polizia Keystone Archive

Quello che si annuncia come il più grande scandalo del pallone in Europa coinvolgerebbe in modo diretto anche due squadre svizzere di serie B. Sospeso un giocatore.

Reso noto venerdì in Germania dalla procura di Bochum, il caso riguarda circa 200 partite in nove paesi europei. 22 sarebbero state disputate nella Challenge League (serie B) svizzera.

Le menti del raggiro sarebbero persone di origine turca e balcanica residenti nella regione della Ruhr. La rete criminale avrebbe dei legami con la mafia asiatica delle scommesse.

La procura di Bochum ha annunciato l’arresto di 17 persone – due in Svizzera – e il sequestro di diversi milioni di euro.

Stando alla stampa domenicale, in Svizzera, le attenzioni degli inquirenti si concentrerebbero su due squadre, il Gossau e il Thun.

Una delle partite sotto esame è l’incontro del 26 aprile tra l’Yverdon e il Thun. L’Yverdon si era imposto per 5 a 1 con quella che la NZZ am Sonntag ha definito «incredibile facilità». Al Thun sarebbe stata proposta una somma di 15’000 euro (più di 22’000 franchi) per perdere con quattro reti di scarto.

Tra i sospettati c’è l’attaccante Omar Faye, 22 anni, interrogato dalla polizia e sospeso dalla sua squadra per la partita di Coppa Svizzera di domenica.

Dubbi anche sull’incontro disputato il 24 maggio da Locarno e Gossau. A quest’ultima squadra sarebbero stati versati 20’000 euro per perdere con almeno due reti di scarto (il Locarno si era imposto per 4 a 0). Gli scommettitori avrebbero puntato sull’incontro 150’000 euro.

Altre squadre – Neuchâtel Xamax e Sion – sarebbero coinvolte in modo indiretto. Stando a Christian Constantin, presidente del Sion, la squadra bosniaca del Travnik avrebbe perso volontariamente due partite contro le squadre della Svizzera francese per finanziare un campo d’allenamento.

swissinfo.ch e agenzie

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