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Christiane Brunner assolta dalla giustizia bernese

La senatrice socialista ginevrina Christiane Brunner (a sinistra) circondata dai giornalisti all'uscita del Palazzo di giustizia di Berna. Keystone / Juerg Mueller

La giustizia bernese ha assolto mercoledì la consigliera agli Stati socialista ginevrina Christiane Brunner (foto), dall'accusa di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata, dopo il no popolare all'assicurazione maternità del giugno 1999.

In qualità di giudice penale unico, il presidente del tribunale di Berna Lienhard Ochsner ha stabilito che la dimostrazione aveva carattere spontaneo e non necessitava quindi di un permesso. Gli interrogatori hanno permesso di accertare che l’appello alla dimostrazione non veniva dalla consigliera agli Stati socialista ginevrina, bensì dal segretario centrale dell’Unione sindacale svizzera Pietro Cavadini.

Due poliziotti hanno inoltre ammesso di aver denunciato Christiane Brunner perché era la sola persona che hanno riconosciuto nel corteo. La presidente del Sindacato dell’industria, della costruzione e dei servizi (FLMO) si era rifiutata di pagare una multa di 300 franchi inflittale dalla polizia comunale, considerandola ingiusta.

La manifestazione, che si era svolta il 14 giugno 1999 davanti alla sede dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), aveva attirato oltre 500 persone: solo la Brunner e l’attivista bernese Anton Schumacher, molto conosciuto nella città federale, erano stati però multati.

L’avvocato Fredi Hänni ha criticato il procuratore pubblico per aver promosso l’accusa. La consigliera agli Stati non aveva invocato l’immunità parlamentare, pur continuando a sostenere che la dimostrazione era in relazione con la sua attività di deputata e quindi non perseguibile penalmente. Secondo Hänni «alcune cerchie di persone hanno però tentato di statuire un esempio».

swissinfo e agenzie

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