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Geotermia: assolto l’unico imputato

L'unico imputato nel processo per le scosse di terremoto provocate tre anni a Basilea dalle trivellazioni per un progetto geotermico è stato assolto lunedì.

Il pubblico ministero – che aveva chiesto 18 mesi con la condizionale – sosteneva nei suoi confronti le accuse di danneggiamento, aggravato dal danno considerevole, e di inondazione o franamento.

L’accusato, di professione geologo, è responsabile della Geothermal Explorers Ltd, che effettuò le perforazioni nel quartiere di Kleinhüningen della città renana. La società è proprietà di Geopower, di cui Basilea Città detiene il 41,3%. Fra gli azionisti figurano anche Basilea Campagna e Axpo. Il geologo ed imprenditore di 57 anni era soltanto al quarto posto della gerarchia di Geopower, che non è stata rinviata a giudizio.

Nella requisitoria, il procuratore ha sottolineato che il geologo era responsabile dell’esecuzione tecnica del progetto, ma che anche le decisioni politiche sono state prese in base ai dati da lui forniti. Secondo l’accusa, la sospensione dei lavori è avvenuta troppo tardi e l’imputato sapeva che il cantiere poteva provocare danni importanti.

Per la difesa, invece, il caso non ha nulla a che vedere con il codice penale. Il geologo imprenditore non era l’unico ad agire: Geopower fungeva infatti da comitato consultivo e da sistema di sorveglianza. Inoltre – ha sostenuto il collegio difensivo – le autorità avevano dato la loro autorizzazione al progetto con l’approvazione dell’Istituto svizzero di sismologia. Il responsabile delle trivellazioni si sarebbe quindi attenuto solo ai permessi ricevuti, senza commettere nulla di rilevante dal punto di vista penale.

La presidente del tribunale Felicitas Lenzinger ha motivato la decisione di assoluzione spiegando che non vi sono prove in base alle quali si può evincere una mancanza di professionalità o una scarsa considerazione dei rischi da parte dell’imputato. Quest’ultimo ha dal canto suo affermato di non voler – in quanto scienziato – cercare dei colpevoli, bensì indicazioni utili per il futuro.

Il progetto, definitivamente abbandonato due settimane fa dopo una nuova analisi dei rischi, venne fermato a più riprese in seguito ad una serie di scosse sismiche, alcune fra i 2,9 e i 3,4 gradi Richter, fra il dicembre del 2006 e il marzo del 2007. Le scosse provocate dai lavori hanno procurato danni valutati a diversi milioni di franchi.

L’impianto basilese prevedeva l’iniezione di acqua sotto pressione a cinque chilometri di profondità, dove le trivellazioni hanno rivelato una probabile temperatura di 200 gradi. L’intenzione era di utilizzare quest’acqua come fonte permanente di riscaldamento e per produrre elettricità.

swissinfo.ch e agenzie

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