Il 24 settembre in agenda diverse votazioni cantonali
Oltre ai tre temi federali in votazione il prossimo 24 settembre, in dieci cantoni i cittadini sono chiamati alle urne per esprimersi su 19 oggetti a carattere locale.
I temi spaziano dai crediti per nuove costruzioni alla naturalizzazione facilitata per gli stranieri, passando per gli sgravi fiscali e la caccia.
Nel semicantone di Basilea Città, la popolazione dovrà decidere se dare o meno il via libera alla costruzione di un gigantesco centro commerciale, che comprende un albergo e un parco divertimenti, in un’ex area industriale. Contro il progetto da 200 milioni di franchi gli ambienti rosa-verdi hanno lanciato un referendum. Il principale punto dolente è legato all’aumento del traffico che il centro commerciale coi suoi 825 parcheggi non mancherà di provocare.
A Basilea Campagna, i cittadini si pronunceranno sull’introduzione del divieto di vendita di tabacco ai minorenni (divieto introdotto per ora solo nel canton Vaud) e su restrizioni in materia di pubblicità per alcolici e tabacco.
Inoltre, gli aventi diritto di voto dovranno esprimersi sul finanziamento di una strada tra Liestal e Pratteln, i due principali centri del semicantone, e sul trasferimento del laboratorio cantonale in un edificio più moderno, osteggiato da un comitato borghese.
Riorganizzazione territoriale
Nel canton Berna, il programma del fine settimana del 24 settembre prevede un progetto di riorganizzazione territoriale e una riforma dell’amministrazione della giustizia. In futuro, il cantone dovrebbe essere suddiviso in cinque regioni e dieci circoscrizioni al posto degli attuali 26 distretti. Le 13 circoscrizioni giuridiche dovrebbero invece essere sostituite da quattro tribunali regionali.
I cittadini del canton Friburgo, dal canto loro, dovranno statuire su un credito di 58 milioni per la costruzione del ponte della Poya, che dovrebbe disintasare il traffico nel centro del capoluogo cantonale. Il costo totale dell’opera è di 120 milioni, la metà dei quali a carico della Confederazione.
Altri sviluppi
Cantone
Fiscalità
La fiscalità è invece al centro dei dibattiti nei cantoni di San Gallo e Lucerna. A San Gallo, il governo ha approvato un pacchetto di sgravi per 140 milioni di franchi, che andrà a beneficio soprattutto delle imprese. Il Partito socialista, i Verdi e i sindacati si oppongono, sostenendo che il progetto va a scapito della classe media. I cittadini sangallesi dovranno inoltre pronunciarsi su un’iniziativa popolare che chiede di iscrivere nella legge il mantenimento degli otto ospedali cantonali.
I lucernesi dovranno dal canto loro dire se in futuro vorranno essere consultati sul budget del cantone e sul tasso d’imposizione fiscale. Il governo e i partiti borghesi sostengono che questi temi non sono adatti per essere sottoposti a scrutinio popolare e chiedono perciò di respingere l’iniziativa della sinistra.
Voti a scuola
A Ginevra, i cittadini dovranno scegliere se vogliono reintrodurre i voti alla scuola elementare ed esprimersi su un’iniziativa dell’Associazione per la protezione degli inquilini che mira a rafforzare i diritti dei locatari. Inoltre, dovranno pronunciarsi su una modifica costituzionale che vieta ai membri del potere giudiziario di essere eletti nel parlamento cantonale.
Nei Grigioni, un’associazione di cacciatori chiede – tramite referendum – di sopprimere la caccia speciale, autorizzata quando la caccia alta non è bastata per regolarizzare il numero di cervi e di caprioli. I cittadini devono inoltre approvare una modifica della Costituzione che dà alle istituzioni di diritto pubblico una maggiore libertà organizzativa.
Naturalizzazioni
Dopo il “no” a livello federale nel 2004, la naturalizzazione dei giovani stranieri torna in primo piano nel canton Sciaffusa. La revisione della legge prevede che gli immigrati di seconda e terza generazione possano ricevere più facilmente il passaporto elvetico e una riduzione delle tasse per gli altri candidati alla naturalizzazione. Gli altri due oggetti in votazione sono la revisione della legge sulla formazione professionale e la revisione della Costituzione.
Infine, nel canton Soletta i cittadini sono chiamati alle urne per decidere se diminuire le tasse per una procedura di naturalizzazione, in sintonia con le nuove esigenze federali. Al posto degli attuali 18’000 franchi, in futuro chi vuole naturalizzarsi dovrebbe pagare solo i costi amministrativi, ossia da 1’500 franchi a un massimo di 3’000. La proposta del governo è osteggiata dall’Unione democratica di centro, che ha indetto con successo un referendum.
swissinfo e agenzie
A parte negli anni in cui sono previste delle elezioni, in Svizzera si vota di norma quattro volte l’anno.
La maggior parte dei cantoni e dei comuni organizzano scrutini su temi di loro competenza in concomitanza con le date delle votazioni a livello nazionale.
Nel 2006, la popolazione svizzera è stata chiamata alle urne il 12 febbraio (solo in alcuni cantoni e comuni) e il 21 maggio. Le prossime scadenze per temi di carattere federale e cantonale sono previste per il 24 settembre e il 26 novembre.
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