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Democrazia diretta in Svizzera

Un lungo tortuoso cammino verso l’Europa

Eurostrabismo Keystone Archive

6 dicembre 1992

Il progetto del governo di aderire allo Spazio economico europeo è bocciato dal popolo svizzero. Il rifiuto provoca grande delusione tra i movimenti di giovani pro-europei.

30 luglio 1996

L’iniziativa “Sì all’Europa!” è depositata presso la Cancelleria federale con 106.442 firme.

28 marzo 1998

Quattro organizzazioni di giovani che aderiscono all’ideale europeo decidono di unirsi e fondano il NOMES (Nuovo Movimento Europeo Svizzero). I 21 membri del comitato d’iniziativa provengono dal NOMES.

27 gennaio 1999

Il governo formula un controprogetto indiretto.

7 giugno 2000

Il Consiglio nazionale respinge l’iniziativa con 112 voti contro 66, ma adotta un controprogetto sulla falsariga di quello del Consiglio federale.

21 maggio 2000

Il popolo approva con il 67,2% di voti favorevoli gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea. Ticino (57% di no) e Svitto sono gli unici due cantoni che li bocciano.

15 giugno 2000

Il Consiglio degli Stati rifiuta l’iniziativa con 34 voti contro 7 e boccia anche il controprogetto della Camera bassa.

21 ottobre 2000

In seguito all’intransigenza del Senato che rifiuta di presentare un controprogetto, il NOMES decide di non ritirare l’iniziativa e di procedere verso una votazione popolare.

4 marzo 2001

L’iniziativa è spazzata via con il 76,7% di voti contrari.

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