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Necessari più mezzi per promuovere le esportazioni

Rolf Jeker lascia l'OSEC dopo sette anni di presidenza. Keystone

Se non otterrà maggiori finanziamenti, l'Organizzazione svizzera per la promozione delle esportazioni (Osec) faticherà a soddisfare le richieste provenienti dalle piccole e medie imprese. È l’avvertimento lanciato dal presidente uscente Rolf Jeker.

Parecchie aziende elvetiche di piccole e medie dimensioni (PMI), intenzionate a inserirsi nei mercati esteri, chiedono regolarmente aiuto all’Osec. L’agenzia incaricata di promuovere le esportazioni si trova tuttavia in difficoltà, poiché i mezzi di cui dispone sono inferiori a quelli dei suoi omologhi stranieri.

Rolf Jeker, che venerdì ha passato il testimone della presidenza all’ex ministra di giustizia e polizia Ruth Metzler-Arnold, ha infatti sottolineato che il budget annuale dell’organizzazione – 17 milioni di franchi – offre ben poco margine di manovra di fronte, per esempio, ai 68 milioni messi a disposizione dalla Finlandia.

«Le PMI sono la spina dorsale della nostra economia.  Infatti, crescono ed esportano in misura sempre maggiore verso i mercati esteri», ha evidenziato Jeker. A suo parere, fornendo loro contributi insufficienti «si finirà per soffocare la competitività e l’innovazione dell’economia elvetica». Sempre secondo il presidente uscente, «il limite è già stato oltrepassato».

Meglio meno soldi, ma sempre

Jeker ha in particolare criticato il fatto che l’Osec riceve regolarmente contributi finanziari straordinari dallo Stato in tempo di crisi, ma nel contempo il budget garantito all’organizzazione è invariato da parecchi anni.

Nel 2009 e nel 2010, all’Osec sono per esempio stati assegnati contributi straordinari di 10 milioni per favorire le esportazioni in settori specifici quali le energie alternative. Ulteriori 25 milioni sono stati forniti per promuovere le tecnologie ecologiche, quelle mediche e l’architettura.

«Riceviamo più soldi quando ci sono periodi difficili, ma onestamente i risultati di questa strategia non sono eccezionali. Sarebbe molto meglio assicurarci regolarmente 5 milioni in più ogni anno, indipendentemente dalla congiuntura», osserva Jeker.

Nell’ultimo decennio l’Osec è stata a sua volta oggetto di critiche da parte del mondo politico, che ne ha contestato la struttura opaca e autocratica. L’ex responsabile Balz Hösly aveva quindi interrotto la sua attività nell’organizzazione nel 2004, lasciando al suo successore Rolf Jeker il compito di riorganizzare l’ente.

Un nuovo inizio

Per l’Osec, afferma Jeker, l’epoca dello stanziamento di fondi che inacidiva i rapporti con il mondo aziendale e politico è finita da tempo. Un altro cambiamento riguarda lo stile monopolistico dalla mano pesante che causava problemi ai consulenti del settore privato.

Oggi, l’Osec promuove invece i legami con i partner del settore privato affidando mandati alla sua rete globale di esperti, spiega il presidente uscente. «Prima eravamo sia il giocatore che l’arbitro in materia di promozione delle esportazioni. Oggi diamo lavoro alle persone che in passato si lamentavano che l’Osec minacciava il loro operato».

Recentemente, le attività dell’organizzazione sono state giudicate positivamente da un rapporto parlamentare. Inoltre, all’Osec sono stati assegnati ulteriori mandati, compresa la promozione delle importazioni e della Svizzera in quanto sede interessante per le aziende estere.

Importante settore privato

Anche secondo Peter Neuhaus, responsabile della Fondazione PMI Svizzera, l’Osec si è recentemente profilata per le sue buone prestazioni: «È un’organizzazione professionale che offre benefici reali alle PMI. I problemi dell’Osec appartengono definitivamente al passato», afferma a swissinfo.ch.

Marcelo Olarreaga, professore di economia all’Università di Ginevra, spiega che l’Osec è stata valutata positivamente anche in un rapporto internazionale del 2006 coedito dal Centre for Economic Policy Research di Londra (Centro per la ricerca delle politiche economiche).

Secondo quanto si legge nel rapporto, dopo un periodo stagnante negli anni Ottanta – quando gli organi di promozione avevano una reputazione negativa poiché troppo burocratici – il loro numero è triplicato negli ultimi due decenni.

«L’Osec regge molto bene il confronto internazionale con altri organi di questo tipo. La si può descrivere come un’organizzazione ottimale. Sappiamo oggi che gli organi sani e centralizzati, con comitati direttivi composti da membri del mondo privato e finanziati dal settore pubblico, tendono a funzionare meglio nella promozione delle esportazioni», sottolinea Olarreaga.

Esperienza politica

Ironicamente, il successore di Jeker è proprio un personaggio politico. Ruth Metzler-Arnold è in effetti stata a capo delle finanze del cantone di Appenzello Interno, prima di entrare a far parte del governo svizzero in qualità di ministra di giustizia e polizia (1999-2003).

L’Osec nega però che Metzler-Arnold sia stata nominata alla testa dell’organizzazione per sfruttare la sua esperienza politica nella ricerca di più fondi. Il budget annuale, al quale si aggiungono 12 milioni supplementari per promuovere importazioni e piazza economica svizzera, è fissato su base quadriennale.

Intervenendo alla conferenza stampa di venerdì, Ruth Metzler-Arnold ha affermato che il suo ruolo futuro sarà quello di «creare dei ponti tra la politica e il settore privato».

Costituita nel 1927, l’Organizzazione svizzera per la promozione delle esportazioni (Osec) sostiene le aziende svizzere e del Liechtenstein che intendono cimentarsi nei mercati internazionali.

L’Osec favorisce inoltre la piazza economica elvetica e le importazioni e gli investimenti a favore di determinati paesi emergenti e in via di sviluppo.

Si tratta della seconda più vecchia agenzia europea di promozione del commercio (la prima è stata creata dalla Finlandia nel 1919).

Nel 2001, l’Osec ha modificato il suo nome in Business Network Switzerland e si è focalizzata sulle attività delle piccole e medie imprese.

Allo stesso tempo, ha creato una serie di business hub in alcuni paesi selezionati (tra cui Italia, Stati Uniti, Brasile e India). Nei 22 uffici sparsi nel mondo si possono ottenere informazioni e consulenze sul mercato locale.

Ha inoltre sviluppato una rete di circa 450 consulenti indipendenti, i quali propongono delle valutazioni su come condurre affari in diversi paesi. 

Il governo svizzero mette a disposizione ogni anno 17 milioni di franchi per promuovere le esportazioni e 6 milioni in favore delle importazioni.

Governo e cantoni promuovono poi la piazza economica elvetica con 6 milioni all’anno.

A questi contributi si aggiungono altri 25 milioni di franchi per facilitare le esportazioni delle aziende svizzere attive nelle tecnologie pulite (cleantech), mediche (medtech) e nel settore architettonico.

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