Caos di autocarri sull'A2: dalla settimana prossima una task force

Dopo due giorni di forti disagi, la situazione sull'asse del Gottardo si è normalizzata Keystone Archive

Secondo il direttore generale delle dogane, la Svizzera rischia d'essere sempre più confrontata con il caos autostradale lungo la dorsale Nord-Sud. Dopo il blocco di centinaia di autocarri lungo la A2, la Confederazione ha istituito una «task force», incaricata di trovare soluzioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2001 - 11:43

In linea di principio nessun camion dovrebbe restare bloccato durante questo fine settimana. La situazione sull'asse Nord-Sud e alla dogana di Chiasso dovrebbe essere ristabilita nel corso della giornata di sabato, ha affermato venerdì a Berna il direttore generale delle dogane Rudolf Dietrich.

A partire dalla settimana prossima, una «task Force», comprendente rappresentanti dei Dipartimenti federali delle finanze (DFF) e dei trasporti (DATEC) cercherà di trovare misure immediate. Lavorerà di comune accordo con i cantoni e le organizzazioni interessate, ha indicato il segretario generale del DATEC Hans Werder.

Il gruppo esaminerà in particolare le proposte dell'ASTAG. L'associazione dei trasportatori stradali chiede in particolare la realizzazione lungo l'A2 di aree di riposo per veicoli pesanti. Raccomanda di prendere in considerazione a tale scopo l'aerodromo militare di Ambri.

L'ASTAG chiede pure di separare i fornitori del Canton Ticino dal resto del traffico pesante. Essi non hanno infatti nulla a che vedere con le restrizioni del traffico. Altra richiesta: aumentare le capacità di sdoganamento di Chiasso. Quest'ultima rivendicazione- ha precisato Dietrich - non sarebbe servita a nulla giovedì, dato che il blocco dei veicoli pesanti non era dovuto a un problema doganale.

Il blocco è da addebitare alla costante crescita del trasporto merci per strada, ma soprattutto - secondo Dietrich - alla chiusura mercoledì della galleria del San Gottardo a causa di un incidente. I veicoli pesanti sono stati fermati nella Svizzera centrale e hanno potuto riprendere il viaggio soltanto in serata.

Molti di essi sono giunti alla dogana di Chiasso all'ora di chiusura, ossia verso le 22.00. I doganieri italiani non hanno voluto proseguire le operazioni di sdoganamento, nonostante l'importante afflusso di camion, ha ancora precisato Dietrich. Così i doganieri hanno dovuto «smaltire» giovedì centinaia di autocarri supplementari, oltre ai soliti 5500 giornalieri.

Secondo Hans Werder la situazione caotica «non è legata ai contingenti di 40 t, che del resto non sono esauriti, né alla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), che da tre mesi funziona bene». Ci vorranno però ancora anni prima che si avvertano gli effetti delle strategie volte a trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia, ha aggiunto Werder.

Nell'attesa, per esempio, dell'entrata in servizio delle NTFA e dell'introduzione di tasse simili a quelle svizzere da parte di altri paesi europei, vi saranno sempre più problemi sulle strade e alle dogane svizzere, ha aggiunto Dietrich. I fattori suscettibili di riproporre situazioni caotiche continuano infatti a moltiplicarsi.

swissinfo e agenzie

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