Archiviazione hightech per il Festival Jazz di Montreux
Il Politecnico federale di Losanna vuole salvaguardare gli straordinari archivi audiovisivi del Festival Jazz di Montreux. Il progetto - una prima mondiale - durerà tre anni e costerà 22 milioni di franchi.
Il materiale accumulato in quarant’anni di festival sarà digitalizzato e conservato in super-alta definizione, una qualità quattro volte superiore agli standard attuali.
Per Claude Nobs, direttore della nota rassegna musicale che ogni anno anima la cittadina vodese di Montreux, sul lago Lemano, è imperativo garantire la salvaguardia degli archivi. Da un lato, la durata di vita dei vecchi supporti di registrazione non è infinita. Dall’altro, gli apparecchi per la loro lettura si sono fatti sempre più rari.
«I primi tentativi sono molto incoraggianti», afferma Erik Merk del Politecnico federale di Losanna (EPFL). «Siamo riusciti a visionare delle pellicole molto datate in un laboratorio della Sony a Dax, nel sud della Francia».
Il procedimento per il recupero dei dati può sorprendere. «Hanno riscaldato le bobine in un forno, ciò che mi ha molto stupito!», dice Touradj Ebrahimi, professore all’EPFL.
Prima mondiale
«Non è la prima volta che si digitalizza del materiale audiovisivo o delle banche dati», osserva Ebrahimi. «Ma è la prima volta che lo faremo in super-alta definizione, una risoluzione quattro volte superiore a quella di una televisione ad alta definizione attuale. È una sfida tecnologica!».
Per compiere questo salto qualitativo, mai provato prima, l’ateneo vodese dovrà intraprendere ricerche dal costo milionario. È inoltre previsto che una parte delle immagini in bianco e nero siano colorizzate e che il suono da mono diventi «spazializzato».
«Tutti gli originali saranno conservati su nastro», spiega Ebrahimi. «I dati saranno inoltre trasferiti su disco duro per consentire un utilizzo in vista di future ricerche». Questi archivi saranno poi riposti in un luogo segreto.
Fra tre anni, studenti, ricercatori e grande pubblico potranno visionare i documenti presso l’EPFL. Non è invece previsto alcun accesso via internet poiché una società vicina al festival commercializzerà gli archivi pubblicando nuovi CD e DVD.
Altri sviluppi
Politecnici federali svizzeri (ETHZ/EPFL)
Jazz e vela
Al progetto collaboreranno una ventina di persone tra professori e assistenti. La conservazione dei tesori di Montreux è in effetti uno dei progetti principali dell’EPFL, tra i quali figura pure, in tutt’altro ambito, la collaborazione con il team di Alinghi (vela).
Già oggi, l’ateneo possiede uno dei più grandi centri per il trattamento dei media numerici. In futuro, potrà trarre vantaggio del suo know-how per moltiplicare i progetti di archiviazione.
Alcuni contatti preliminari sono già stati presi con il Comitato internazionale olimpico, che dispone di 32’000 ore di programmi audiovisivi.
Per mettere al sicuro le canzoni di B.B. King e le musiche dei Deep Purple – tra gli affezionati del Festival di Montreux – ci vorranno 22 milioni di franchi. Per Erik Merk, la ricerca di fondi è a buon punto, soprattutto grazie ai finanziamenti del settore privato. «Si tratta di un investimento per il futuro».
swissinfo e Philippe Triverio, ATS
La prima edizione del Festival Jazz di Montreux risale al 1967. In quarant’anni, la città sul Lemano ha accolto oltre 4’000 gruppi.
Sin dagli inizi, il direttore del festival Claude Nobs ha insistito perché si registrassero tutti i concerti. Si è così potuto filmare il 99% degli artisti.
Il materiale comprende circa 5’000 ore di filmati, una documentazione audiovisiva unica in 40 anni di storia musicale.
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