Navigation

Definitivamente abolita la pena di morte

Ernst S. (con la camicia bianca) fu giustiziato durante la Seconda Guerra mondiale quale traditore della patria (foto: Cinémathèque Suisse) إرنست س. (بالقميص الأبيض) تم إعدامه في سويسرا خلال الحرب العالمية الثانية بتهمة الخيانة (المصدر:Cinémathequ)

Si conclude, in Svizzera e in 10 altri paesi europei, l’ultima tappa sulla via dell’abolizione totale della pena capitale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 giugno 2003 - 19:41

A partire dal 1° luglio, il 13esimo protocollo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo la vieta anche in caso di guerra.

«Con il 13esimpo protocollo, la Svizzera esprime sul piano internazionale quanto è già sancito nella sua costituzione», afferma Arthur Mattli, capo della sezione Diritti dell’uomo e diritto internazionale presso il Dipartimento degli esteri.

L’Europa si sta trasformando in un uno spazio, nel quale la pena capitale è totalmente abolita. «Un forte segnale per tutti gli altri continenti», commenta Mattli.

Per Amnesty International, l’organizzazione per i diritti umani che lotta da oltre 20 anni per l’abolizione della pena di morte, si tratta di un gesto più che simbolico: «È la prima volta che la pena capitale viene abolita in modo assoluto tramite un trattato internazionale. Finora, c’erano delle eccezioni in caso di guerra», spiega Jürg Keller, portavoce di Amnesty.

Abolita in ogni situazione

Il protocollo numero 13 vincola le nazioni contraenti a non condannare nessuno alla pena capitale, in nessun caso. In tal modo viene colmata la lacuna del protocollo precedente, il numero 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che faceva un’eccezione per i crimini commessi in tempo di guerra o in caso di conflitto imminente.

La Svizzera è stata una dei primi paesi a ratificare il 13esimo protocollo, nel maggio del 2002, sottolineando così il suo costante impegno per l’abolizione della pena.

L’ultima esecuzione

Dal 1942 non esiste più, in Svizzera, la pena di morte per crimini civili. L’ultima esecuzione avvenne nel canton Obwaldo, nel 1940, allorché venne mandato alla ghigliottina Hans Vollenweider, condannato per omicidio plurimo.

Durante la Seconda Guerra, mondiale 17 soldati vennero condannati come traditori della patria e fucilati. 50 anni dopo, nel 1992, la pena di morte venne cancellata anche dal codice penale militare.

Dal 1999, è espressamente vietata anche dalla costituzione federale. E nel marzo del 2002, davanti alla Commissione dei diritti dell’uomo della Nazioni Unite, l’allora ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss ne chiese l’abolizione a livello mondiale.

In quell’occasione, Deiss esortò Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita a dar prova di maggior moderazione nell’infliggere condanne alla pena capitale.

Dal canto suo, il Dipartimento federale di giustizia e polizia aveva dichiarato, commentando il 13esimo protocollo, che la giustizia non è sempre infallibile e che l’arcaica forma della pena di morte non contribuisce a far diminuire la criminalità.

La pena di morte, un tema ricorrente

Negli Stati Uniti, dove vengono giustiziati anche minorenni e handicappati, la pena capitale è tuttora approvata dalla maggioranza della popolazione.

Anche in Svizzera, negli ultimi anni, si sono avute richieste per ripristinarla. Nel 1992, il Partito degli automobilisti aveva chiesto di reintrodurla per i trafficanti di droga, mentre nel 1997 due giovani esponenti bernesi dell’Unione democratica di centro volevano ripristinarla tramite un’iniziativa popolare.

Senza possibilità di successo

Ma la loro richiesta avrebbe avuto pochissime probabilità di successo. Per il portavoce di Amnesty, è impensabile che in Svizzera si possa reintrodurre la pena di morte, che dal 1999 è espressamente vietata dalla costituzione.

E d’altronde non si parla affatto di pena di morte, nell’attuale revisione del codice penale, come sottolinea Jürg-Beat Ackermann, professore di diritto penale, in un’intervista alla «Neue Luzerner Zeitung».

«La Svizzera», afferma Ackermann, «ha abolito la pena capitale anche perché sembra sproporzionata, in relazione all’ampio margine d’errore della giustizia. Si rischierebbe di colpire troppi innocenti.»

swissinfo, Gaby Ochsenbein
(adattamento dal tedesco: Fabio Mariani)

Fatti e cifre

45 stati fanno parte del Consiglio d’Europa.
Oltre alla Svizzera, il protocollo è stato finora ratificato da Andorra, Bulgaria,Cipro, Croazia, Danimarca, Irlanda, Liechtenstein, Malta, Romania e Ucraina.
In Svizzera, la pena capitale in tempo di pace è abolita dal 1942.
Nel 1992 è stata cancellata anche dal codice penale militare.
Dal 1999 è vietata dalla Costituzione federale.

End of insertion

In breve

Secondo Amnesty International, 75 stati e territori hanno abolito la pena di morte. 14 stati la applicano soltanto in tempo di guerra, mentre in 20 altri è stata abolita de facto, poiché da almeno 10 anni non c’è stata alcuna esecuzione capitale.
Gli stati che applicano ancora la pena di morte sono 86. Nel 2001, sono state giustiziate 3048 persone in 31 stati. Il 90 percento delle esecuzioni sono avvenute in Cina, Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?