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Democrazia diretta in Svizzera

Bilaterali: gli argomenti degli avversari

Bisogna respingere gli accordi bilaterali per impedire la successiva adesione della Svizzera all'UE, obiettivo finale del Consiglio federale e del Parlamento. È l'opinione dei comitati referendari.

In un comunicato pubblicato venerdì a Berna, i Democratici svizzeri (DS) sostengono che «con i sette accordi, all’insegna del ‘tutto o niente’, la grande UE vuole imporre alla piccola Svizzera grosse spese e gravi svantaggi». Nel comunicato dei DS, gli avversari degli accordi sostengono che le «nostre autorità hanno condotto i negoziati come un primo passo verso l’adesione all’UE». L’approvazione di accordi tanto svantaggiosi – affermano – sarebbe interpretata dall’UE (l’Austria insegna) come «un nuovo gesto di sottomissione della Svizzera».

Gli accordi riducono la nostra libertà nei settori della politica sociale, ambientale, occupazionale, agricola e dei trasporti. Per quanto riguarda la libera circolazione delle persone- si legge nel comunicato – l’atteso afflusso migratorio inasprirà la lotta per il posto di lavoro e il salario. L’Accordo sull’agricoltura rovina i piccoli e medi contadini, mentre quello sui trasporti terrestri – affermano ancora i comitati referendari – farà della Svizzera il paese di transito meno caro.

Lo stesso Consiglio federale – ricordano a questo proposito – prevede una marea di autocarri con la liberalizzazione delle 40 tonnellate. «Il nostro paese è chiamato a pagare miliardi per la follia inquinante dei trasporti nel mercato interno UE, per la manutenzione delle strade e per il trasferimento su rotaia», sottolineano i comitati referendari, ricordando che gli accordi violano gli articoli costituzionali dell’iniziativa per la protezione delle Alpi.

swissinfo e agenzie

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