Calcio: i mali del mondo a Neuchâtel?
Giocatori terrorizzati, azionisti infelici, panchine bollenti, tifosi in sciopero e risultati scadenti: la tragicommedia del Neuchâtel Xamax – da maggio nelle mani del ceceno Bulat Chagaev – continua. Una novità per il calcio svizzero, non per quello mondiale.
Sono bastati tre mesi all’uomo d’affari ceceno Bulat Chagaev per diventare un caso nel tranquillo panorama della Super League, il massimo campionato svizzero di calcio. Il suo stile poco ortodosso ha già fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Lui – vicino al presidente ceceno, ma da anni residente in Svizzera (è proprietario di due società che a Ginevra si occupano di materie prime, finanza e immobili) – dice di essere un incompreso, incompreso e scioccato dall’accoglienza che ha ricevuto.
Decisamente, i toni sono cambiati rispetto al 12 maggio, quando il semisconosciuto Chagaev aveva indossato i panni del salvatore comprando l’indebitato Neuchâtel Xamax e promettendo di portarlo in Champions League. Una promessa allettante per una squadra che lungi dal pensare all’Europa stava lottando per non essere retrocessa nel campionato svizzero.
Gli altri azionisti dello Xamax hanno dato voce al loro disappunto durante l’assemblea generale straordinaria del 29 agosto, convocata per cambiare gli statuti e permettere a cittadini stranieri di dirigere il club.
Lo stile di Chagaev? «Inaccettabile, vergognoso, una dittatura!», ha esclamato uno dei presenti. Ma visto che a dettare legge sono i numeri e che Chagaev detiene la maggioranza delle azioni, la rivolta non è servita a nulla.
L’uomo d’affari ceceno, assente per «ragioni famigliari», è stato nominato presidente; il suo socio Islam Satujev, vicepresidente.
Padre padrone
Nelle ultime settimane, lo stile autoritario – per non dire violento – di Chagaev ha occupato a più riprese i media svizzeri.
Diversi quotidiani hanno riferito che il 27 agosto, dopo il pareggio in casa con il Losanna (2-2), Chagaev si è precipitato con le sue guardie armate nello spogliatoio e ha criticato (altri dicono minacciato) diversi giocatori e l’allenatore Joaquin Caparros.
«Questo è quello che succede, ormai cominciamo ad abituarci», ha dichiarato tra il rassegnato e il disperato un giocatore. Dal canto suo, il tabloid Blick ha minimizzato l’accaduto.
Chagaev aveva dato in escandescenze già il 29 maggio, durante l’intervallo della finale della Coppa Svizzera, che lo Xamax ha perso per 2-0 contro il Sion. Era entrato nello spogliatoio al grido: «Vi ammazzo tutti!», a suo dire per motivare la squadra.
Di teste – anche se per fortuna solo in modo figurato – Chagaev ne ha fatte rotolare tante. Nel 2011, sulla panchina della squadra si sono succeduti quattro allenatori. A un certo punto si mormorava che Chagaev avrebbe affidato lo Xamax niente meno che a Maradona, una delle ex glorie del calcio che in maggio avevano inaugurato lo stadio di Grozny in una partita di gala organizzata dallo stesso imprenditore ceceno. Maradona non è arrivato, in compenso, nei poco più di tre mesi dell’era Chagaev, tra staff tecnico e giocatori se ne sono andate una ventina di persone e ne sono arrivate altrettante di nuove.
Niente di nuovo sotto il sole
L’andazzo di Neuchâtel sembra aver colto di sorpresa il calcio svizzero, anche se – ha dichiarato alla Radiotelevisione della Svizzera italiana il giornalista sportivo Armando Ceroni – non rappresenta una novità.
«Non è un caso clamoroso in sé», ha detto Ceroni. «Ma è clamoroso per noi, per le abitudini del calcio svizzero che tutto sommato è un mondo ovattato». Il comportamento di Chagaev, «in altri campionati, in altri paesi è all’ordine del giorno. Basta citare il campionato di Serie C in Italia, dove ci sono presidenti che pagano i tifosi per minacciare violentemente, anche di morte, alcuni giocatori di cui vogliono disfarsi».
Per Ceroni, più che gridare allo scandalo ora, bisognava reagire quando Chagaev è arrivato. «Questi personaggi si intrufolano nel mondo del calcio per fare affari loschi, per riciclare denaro. È questo il fenomeno che va combattuto».
Dal canto suo Chagaev, di cui nessuno conosce la reale fortuna, ha già avuto modo di affermare che il denaro è «senza nome e senza cittadinanza», né pulito, né sporco, ma «solo denaro».
Sorpreso
L’imprenditore ceceno si è mostrato a più riprese sorpreso di tanto astio nei suoi confronti. Al settimanale L’Illustré ha detto di essere stato ad un passo dal gettare la spugna.
«Sono venuti a cercarmi per salvare una squadra che stava affondando e ora tutti mi trattano come un ladro e un criminale… Quando sono arrivato ho parlato con tutti. Ho spiegato quello che volevo raggiungere e ho chiesto impegno assoluto. Quelli che l’hanno dimostrato sono ancora qui; gli altri, peggio per loro».
Il 29 agosto, giorno dell’assemblea degli azionisti dello Xamax, Chagaev ha affermato che se la stampa continuerà ad attaccarlo, lascerà la squadra alla città.
Nicolas Willemin, caporedattore del giornale di Neuchâtel, L’Express/Impartial, spiega così il voltafaccia dell’opinione pubblica: «L’era Bernasconi [presidente del Neuchâtel Xamax dal 2005 al 2011] ha lasciato dietro di sé molta incompetenza e molte critiche. L’idea di una bella ripulita piaceva a molti. Ma Chagaev si è spinto troppo in là con le pulizie, suscitando molte domande».
L’incursione nello spogliatoio con le guardie del corpo – ha aggiunto Willemin parlando con swissinfo.ch – «ha complicato ulteriormente le cose». Per Willemin, Chagaev ha dato prova di «grande ingenuità» e scarsa competenza culturale, dimostrando di ignorare in che modo ci si comporta in Svizzera.
Il lato oscuro del calcio
Le autorità di Neuchâtel osservano preoccupate l’evolversi della situazione. «Probabilmente questo è il lato peggiore, brutale, del calcio professionistico: comandano i soldi», ha dichiarato alla radio Jean Studer, responsabile delle finanze cantonali.
«Sono preoccupato per il futuro del club», ha detto a swissinfo.ch Philippe Gnaegi, capo del dipartimento cantonale dell’educazione, della cultura e dello sport. «Dobbiamo fare tutto il possibile per riportare un po’ di calma e di serenità».
Chi conosce bene l’ambiente, dubita che si possa riuscire nell’intento. E se Chagaev se ne va, difficilmente la città potrà comprare la squadra che ha un debito stimato in 15-20 milioni di franchi.
«Non credo che Chagaev resterà», dice Nicolas Willemin. «Forse si trova un compratore, ma è più probabile che la squadra faccia bancarotta». Altra soluzione: l’unione con il migliore dei club locali, il Serrières, che milita in terza divisione.
Anche il giudizio di Raffaele Poli, esperto di calcio dell’Università di Neuchâtel, lascia poco spazio all’ottimismo: «Penso che la squadra e i tifosi siano stati ingenui con i loro sogni di grandezza; ma forse anche Chagaev si è sbagliato pensando che fosse facile comprare il successo».
Nato nel 1970 dall’unione di due club, ha vinto due volte il campionato svizzero, nel 1987 e nel 1988.
Sylvio Bernasconi è stato proprietario e presidente della squadra dal giugno del 2005 al maggio del 2011. Nelle scorse stagione, pare che abbia contribuito di tasca propria a coprire il deficit del Neuchâtel Xamax.
A fine agosto del 2011, dopo sette partite di campionato, lo Xamax era nono, ovvero penultimo in classifica.
L’uomo d’affari ceceno risiede in Svizzera dal 1987. Da Zugo si è strasferito a St-Sulpice, nel canton Vaud.
È attivo sulla piazza ginevrina dall’inizio degli anni ’90 e possiede due società iscritte al registro di commercio: Envergure Management SA e Envergure Real Estate 1 SA, riunite in seno alla holding Envergure Holding SA.
Le società si occupano di materie prime, immobili e finanza, ma non sono noti dettagli. Mistero anche sull’entità della fortuna di Chagaev.
Chagaev ha legami molto stretti con il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, che è pure presidente del Terek Grozny. Dalla fine del 2010, la squadra è sostenuta finanziariamente da Chagaev che ha assunto come allenatore – salvo poi licenziarlo dopo pochi mesi – l’ex stella del Milan e della nazionale olandese Ruud Gullit.
Adattamento, Doris Lucini
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.