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Commissione Bergier: le imprese possono chiedere la restituzione degli atti

Soprattutto le banche elvetiche nel mirino della Commissione Bergier (nella foto, Jean François Bergier) swissinfo.ch

Le imprese potranno chiedere la restituzione parziale o totale dei documenti raccolti nei loro archivi dalla commissione Bergier. Solo la documentazione non richiesta sarà trasmessa all'Archivio federale. Le aziende temevano la possibile manipolazione dei documenti.

Il Consiglio federale martedì ha quindi tenuto in considerazione le paure delle aziende, preoccupate di un possibile uso distorto dei documenti. La
commissione esprime delusione per questa decisione. La sorte delle circa 130 mila fotocopie di documenti, conservati negli archivi delle imprese e utilizzati dalla commissione Bergier per le proprie ricerche, aveva suscitato una polemica fra gli storici e il mondo economico. Le società interessate ne chiedevano la restituzione poiché temono “manipolazioni” o un uso “sensazionalistico” della documentazione che le riguarda.

Al contrario la Società Svizzera di Storia (SSS) voleva che fossero trasmesse all’Archivio federale e quindi rese accessibili agli studiosi. Per gli storici, il valore scientifico del lavoro della commissione Bergier risulterebbe compromesso senza la possibilità di consultare le fonti utilizzate.

Il Consiglio federale – si legge in una comunicato del Dipartimento federale dell’interno – è favorevole ad una discussione sui risultati dei lavori della Commissione indipendente di esperti “Svizzera – Seconda guerra mondiale” (CIE). Ritiene però che le fotocopie di documenti a cui ha avuto accesso la commissione debbano continuare ad essere protette da un’eventuale utilizzazione abusiva di dati confidenziali. Per questo ha deciso che le circa 100 aziende e associazioni che hanno aperto gli archivi agli esperti della CIE potranno richiederne la restituzione, parziale o totale.

Il Consiglio federale ha invece deciso di rendere rapidamente accessibili i fascicoli di natura scientifica, cioè materiale di ricerca raccolto in archivi pubblici. Gli altri fascicoli rimarranno protetti in base alle disposizioni della legge federale sull’archiviazione.

La commissione Bergier si è dichiarata delusa per la decisione del Consiglio federale: il suo lavoro e la ricerca scientifica in generale sono “sconfessati” dalla decisione del governo, ha indicato in un comunicato il gruppo di esperti. Secondo la commissione questa decisione avrà anche un effetto negativo sul
piano internazionale.

swissinfo e agenzie

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