Decreto federale sulla riforma della giustizia
Intende unificare la procedura civile e penale in tutta la Svizzera e sgravare il Tribunale federale dalla mole di lavoro attuale. La riforma si inserisce nell'ambito dell'aggiornamento della Costituzione federale, in corso da diversi decenni.
La riforma della giustizia si inserisce nell’ambito della rilettura e dell’aggiornamento della Costituzione federale, un lavoro tanto delicato quanto complesso, in corso da diversi decenni. Il popolo ha approvato il 18 aprile dell’anno scorso la prima parte della revisione della Costituzione. Questa è dunque la seconda importante tappa sulla via dell’ammodernamento del testo fondamentale che sta alla base dello Stato. Il terzo capitolo, probabilmente il più controverso, sarà quello della riforma dei diritti popolari, un capitolo non ancora approdato in Parlamento.
Ma anche la riforma della giustizia ha provocato alcune battaglie animate sotto la cupola di Palazzo federale.
Vediamo dapprima quali sono le proposte di questo decreto federale.
In primo luogo, questa riforma della giustizia fornisce la base costituzionale necessaria per unificare le procedure penale e civile in tutta la Svizzera. Attualmente esistono nel nostro paese 27 codici di procedura civile e 29 codici di procedura penale. Questa situazione ostacola la lotta contro il crimine, che non conosce certo frontiere cantonali. Inoltre, le diverse procedure civili cantonali provocano un’insicurezza giuridica e il pericolo è molto grande che un semplice errore di procedura faccia perdere a un cittadino residente in un determinato cantone un processo che si svolge in un altro cantone.
La riforma propone anche di garantire ai cittadini l’accesso a un tribunale indipendente. Oggi questo non è possibile, ad esempio, quando un cittadino ritiene che la sua libertà di voto sia stata violata nel caso di una votazione federale. Per questo tipo di ricorso non esiste oggi alcuna istanza appropriata e la riforma intende colmare questa lacuna.
Infine, la riforma intende sgravare il Tribunale federale, la massima istanza giudiziaria svizzera, e il Tribunale federale delle assicurazioni, confrontati in questi anni con un aumento considerevole dei casi da trattare.
La riforma della giustizia ha provocato accese discussioni a Palazzo federale. Uno dei punti più controversi è stato quello della limitazione dell’accesso al Tribunale federale. Il Consiglio federale aveva proposto di rendere più severi i criteri per il ricorso alla massima istanza. Le Camere non hanno voluto saperne, il valore simbolico di un accesso per tutti i cittadini all’Alta Corte resta molto elevato.
Un altro punto molto controverso in Parlamento è stato quello dell’estensione della giurisdizione costituzionale del Tribunale federale alle leggi federali. In altre parole, oggi i cittadini possono rivolgersi al Tribunale federale quando una legge cantonale lede i loro diritti fondamentali. La stessa possibilità non esiste invece nel caso in cui sia una legge federale a commettere questa violazione. Le Camere hanno rinunciato ad estendere questa giurisdizione alle leggi federali. Dietro a questo rifiuto c’era forse il timore che il Parlamento potesse perdere parte del proprio potere se avesse accettato di porre un collegio di magistrati quale ultimo arbitro della costituzionalità di una legge da lui stesso varata.
Il decreto federale è stato accettato in Consiglio nazionale con 165 voti contro 8 e 10 astensioni, mentre ha suscitato l’unanimità alla Camera alta.
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