Fondi ebraci: soddisfazione delle parti dopo la decisione Korman
Soddisfazione in Svizzera e negli ambienti ebraici per l'approvazione dell'accordo globale da parte del giudice americano Edward Korman. Le banche elvetiche hanno fatto sapere che la decisione dà forza legale all'intesa.
Il Consiglio federale, in un comunicato diramato nella serata di mercoledì, parla di «tappa decisiva» nella conclusione formale delle procedure giudiziarie avviate negli Stati Uniti, ed esprime la sua soddisfazione.
Anche la Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI) ha espresso soddisfazione. «Tutte le parti volevano che l’accordo entrasse in vigore», ha detto il presidente Alfred Donath. La decisione americana dovrebbe permettere di mettere fine al tira e molla sui pagamenti dei soldi, ha aggiunto.
Dal canto suo Elan Steinberg, direttore esecutivo del Congresso ebraico mondiale ha parlato di una «pietra miliare, che porta giustizia a coloro che hanno atteso così a lungo». Steinberg si è detto fiducioso che gli ultimi punti in sospeso possano essere regolati nei setti giorni previsti. «Il giudice Korman ha chiaramente fatto capire alle banche che devono rispettare gli impegni, se vogliono essere immuni da ulteriori denunce».
Michael Hausfeld, uno dei principali avvocati delle vittime dell’Olocausto, si è rallegrato della notizia, pur avanzando qualche dubbio sul termine di sette giorni, un periodo di tempo che a suo avviso sarà difficile da rispettare.
Per le banche svizzere, la decisione ha un importante valore giuridico, dando forza legale all’intesa. Ora si tratterà di versare ai beneficiari il più velocemente possibile la somma pattuita, hanno detto all’unisono i portavoce di UBS e Credit Suisse.
Sollievo per il raggiungimento dell’accordo è stato espresso anche da Basilese, Swiss Re, Rentenanstalt e Helvetia Patria, i quattro istituti assicurativi svizzeri che nel maggio scorso si sono detti diposti a partecipare finanziariamente all’accordo.
swissinfo e agenzie
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